gen152013

(Venezuela) Los Roques, paradiso perduto (per ora)

Los Roques Venezuela

Due giorni fa, per caso come spesso accade per i nuovi incontri, ho conosciuto qui a Cali Antonello Zappadu, fotografo sardo uscito alla ribalta qualche anno fa quando fotografò (e pubblicò su alcuni quotidiani europei) il nano putrido di Arcore mentre gozzovigliava con amici e con un altro primo ministro europeo (Topolanek) con alcune prostitute nella villa di Certosa nella mia bella Sardegna. Da quel giorno lì c’ha Ghedini attaccato al collo che non lo molla mai, e anche per questo vive qui in Colombia.
Fra un processo e l’altro, si occupa anche di “folklore” locale, come un’inchiesta che ha condotto personalmente negli ultimi 5 anni sul traffico Libro La Bamba - Zappaduinternazionale di droga e sul viaggio che fa un grammo di cocaina dal Putumayo (non quei bei cd di world music, ma una delle zone colombiane dove si coltiva la coca – ci sono stato un anno fa, un giorno ne parlerò qui) fino al naso dei milanesi. Ha da poco pubblicato un libro su questo suo lavoro.

Fra le varie interviste e sopralluoghi fatti per la sua inchiesta, un giorno gli capita di parlare con qualcuno ben informato (pare un ufficiale o ex-ufficiale dell’esercito) che gli illustra ciò che spesso accade nella zona fra le venezuelane isole di Los Roques e la penisola colombiana della Guajira.
E’ già risaputo che la cocaina prima di entrare negli Usa (insieme all’Europa i 2 principali mercati di utilizzo) passa per il centro America (Messico in particolare) via mare (barche) e via sotto-mare (piccoli sottomarini – ogni tanto ne sequestrano qualcuno nella qui vicina città di Buenaventura, il maggior porto colombiano di uscita della coca). Ma, ormai da tempo, i messicani (il terribile cartello degli “Zetas“) anzichè aspettare i preziosi carichi seduti con il grande sombrero in testa, hanno deciso di venire qui direttamente a prenderli in consegna, utilizzando proprio i piccoli aerei venezuelani che ogni tanto, “casualmente”, spariscono nella rotta Caracas-Los Roques. Cosa ci vuole a rubare un piccolo aereo? Quasi nulla, basta corrompere (o minacciare di morte) solo un uomo, il pilota. Poi l’aereo si dirotta nella desertica e quasi disabitata penisola della Guayira e si eliminano i testimoni. Con un solo aereo di quelli si può trasportare oltre una tonnellata di cocaina, mica quattro ovuli da pochi etti inghiottiti e nascosti nello stomaco. E neanche un eventuale sequestro di turisti rende quanto il trasporto di quel quantitativo di droga pura. Negli ultimi anni sono scomparsi da quella rotta ben 57 aerei! In Italia noi abbiamo avuto notizia solo dei due dove c’erano italiani (4 gennaio 2008 e 4 gennaio 2013, cinque anni esatti di distanza), ma ne sono spariti tanti altri.

Aereo Los Roques

Le autorità venezuelane ogni volta si affrettano a dichiarare che si tratta di incidenti aerei, che gli aerei sono vecchi e malandati, chi dice che il triangolo delle bermude non perdona, bla bla bla. Complicità? Chissà… è certo che la polizia in Venezuela è corrotta come non ho mai visto in altri paesi. L’anno scorso hanno rapinato con pistola in mano un mio amico australiano (unico biondo in un bus fermato per un controllo, quindi facilmente individuabile come straniero), e anche a me un paio di volte hanno estorto soldi con scuse varie (ovviamente false).

Fra pochi giorni Antonello Zappadu (che fra l’altro proprio oggi ho letto sul Fatto Quotidiano – come mi ha anticipato lui stesso 2 giorni fa – si è candidato per il parlamento nella lista di Ingroia, che anche lui era da queste parti poco tempo fa – Guatemala – lavorando proprio sul narcotraffico) partirà su una nave americana che con un potente sonar scandaglierà quel pezzo di oceano dove l’aereo è scomparso. Se l’esito sarà negativo, sarà un elemento in più in suffragio della teoria degli Zeta Messicani, di cui nessuno vuole parlare.

Perchè tutto questo scritto qui su travelbaila.it, che si dovrebbe occupare prevalentemente di viaggi?

Le isole di Los Roques sono un vero paradiso, ci sono stato 8 anni fa e devo dire, da sardo e quindi conoscitore di belle spiagge :-D, che pochi luoghi al mondo sono stupendi come quelle isolette. Poi sono tante e quindi i turisti sono sparpagliati da tante parti, ed è quindi facile trovare spiagge bellissime e semi-vuote, il che aumenta la percezione di “paradiso terrestre”. Tanti italiani vanno a Los Roques, sono i turisti più numerosi. Anzi, gli italiani che vanno in Venezuela vanno SOLO a Los Roques, sono pochissimi in percentuale quelli che vanno a visitare il resto (bellissimo!) del paese. Così come gli italiani che vengono in Colombia vanno in gran parte solo a Cartagena e nell’isola di San Andres. Inutile, siamo un popolo di amanti delle spiagge :-D.

Ma per come il narcotraffico si sta mangiando tutti (decine di migliaia di persone ogni anno muoiono ammazzate in America Latina per questo business di sangue, più di 600 solo nella città di Cali dove vivo io) e tutto (intere zone inaccessibili qui in Colombia), ormai anche il paradiso di Los Roques ha la porta di ingresso insicura. Forse è meglio non andarci. Chissà che con un crollo del turismo le autorità venezuelane non si sveglino un po’.

Se proprio si vuole andare in belle spiagge venezuelane, vicino a Caracas ci sono quelle di Chichiribiche, con alcune isolette coralline con spiagge bellissime. Assai più economiche, si va in bus e non in aereo, e ci sono anche le palme e ombra che invece a Los Roques mancano totalmente. Unico accorgimento: non andarci nell’alta stagione venezuelana, perchè si riempie di allegre ma chiassosissime famiglie locali, che si portano in spiaggia ettolitri di birra e whisky :-)

Io vi ho avvisati, ciao ciao! ;-)

***

Cito qui alcune fonti:

Il sito di Antonello Zappadu con la pagina pubblicata su “OGGI” sull’aereo sequestrato
Sito Zappadu

Un articolo di Repubblica che descrive i fatti sugli aerei con italiani caduti in quel mare
Repubblica

Nei commenti a questo editoriale del direttore di Oggi (3° e 4° commento) c’è un’interessante scambio di mail fra gli avvocati delle vittime dell’aereo caduto nel 2008
OGGI

Un ultima notizia di oggi che dice che i telefonini degli scomparsi sono risultati raggiungibili DOPO il supposto inabissamento
OGGI

Un articolo sul libro “La Bamba” pubblicato sul Fatto Quotidiano
Articolo La Bamba

Quanto costa la benzina in Venezuela? :-)
Benzina Venezuela

Ri-ciao!

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15 comments to (Venezuela) Los Roques, paradiso perduto (per ora)

  • Bartolomeo Gandolfi

    Sempre interessante leggerti Pietro. Un fraterno saluto. Spero, un giorno o l’altro di riuscire a farti visita da quelle parti.

  • Cloudio

    Eccellente lavoro!
    Ignaro di questi traffici l’anno scorso passai il confine della guairà via terra nel viaggio più spaventoso che abbia mai fatto
    e imbarcandomi sulla rotta usata dai corrieri della droga Punto fijo- curaçao venendo deportato dai militari venezuelani che mi portarono all’ospedale a fare raggi x

  • > Bartolomeo
    Vieni pure, qui c’è anche l’altro sardo Antonello! Porta unabottiglia di mirto così si festeggia :-)

    > Cloudio
    Immagino, i poliziotti venezuelani sono campioni in questi (finti) controlli

  • Cristina

    Notevole ! Si impara sempre qualcosa leggendoti :-)

  • > Cristina
    Grazie! E stai tranquilla che se vieni da queste parti, le analoghe (a Los Roques) isole colombiane di San Andres e Providencia non hanno di questi problemi, si viaggi in aerei enormi più difficili da dirottare ;-)

  • Gianni

    Beh vedo che inizi a scrivere qualcosa,pensavo ti fossi dimenticato di Travelbaila jejeje,complimenti,interessante lettura,non sapevo che sparissero tanti aerei da quelle parti,ciao Pietro e salutami tanto Fiorella.

  • Je je, ho già scritto 2 o 3 post mentre tu eri in giro per l’Europa :-)
    Grazie per i saluti, ciao ciao!

  • Toni

    Salve, complimenti per il sito,
    si apprendono cose molto interessanti.
    Ciò che accade in Brasile e che può accadere a chiunche si trovi nel posto sbagliato al momento sbagliato, lascia scioccati (guerriglia con bus bruciati … )
    Su Los Roques .. mah pensare che queste persone vengano poi eliminate addirittura a sangue freddo ..
    Ritengo più verosimile l’interpretazione di Chiassi su turisti x caso (anche se può sembrare di .. parte)
    Cosa ne pensa ?
    Buone cose
    Toni

  • Ciao Toni,
    si, diciamo che il discorso generale è che di cose brutte ne possono succedere in tutti i luoghi del mondo e tutti i giorni, se uno sta a guardare le brutte notizie non uscirebbe mai di casa, neanche nella sua città. Quindi leggiamo pure tutto, ma poi andiamo e viaggiamo dove ci pare, tanto ci sono più aspetti positivi che negativi nel viaggiare, e su questo non c’è alcun dubbio :-D
    Non conosco questo parere di Chiassi, che dice?
    Ora provo anche ad andare su quel sito per vedere se lo trovo.
    Grazie del messaggio, ciao!

  • Ciao Toni!
    Grazie del link, io non l’avevo trovato.
    Interessantissimo, e mi hanno “rianimato” il ricordo di quel bellissimo paradiso che è Los Roques. Volo a parte, è senza dubbio uno dei luoghi più incantevoli del mondo, con spiagge stile Maldive :-)
    Per il narcotraffico… non so, ho visto così tanti orrori in Colombia, dove per il commercio di droga si fanno cose forse per noi inimmaginabili, che non escluderei del tutto l’ipotesi che ho illustrato in questo post.
    Comunque, come sempre…. chissenefrega degli eventuali pericoli :-), si rischia di più non andando a Los Roques (rischio di non vedere un simile paradiso terrestre) che andandoci! :-D Ciao e grazie!

  • Massimiliano

    Bentornato Pietro, ci mancavano i tuoi post…
    Ho avuto la fortuna di visitare i posti citati nel tuo post, e seguo con interesse l’evolversi della situazione politica venezuelana. Spero di poter presto tornare in quel paese per poter finalmente visitare Caracas, sino ad oggi off-limits.
    Confermo circa la bellezza, la maggiore accessibilità e sicurezza di paesini costieri come Chichiribiche e Choronì, anche se purtroppo constatai un dilagante uso di crack tra gli autoctoni. Ciò avveniva 5-6 anni fa, ora no saprei.
    In attesa di nuovi racconti, buon viaggio!

  • Ciao Massimiliano,
    grazie del messaggio che solo oggi ho visto! Il Venezuela è bellissimo e come ben sai merita sempre un viaggio. Un abbraccio!

  • Ciao, ti ho letto spesso con piacere. Un pò meno stavolta,perchè noto che anche tu sei caduto nella trappola dell’antiberlusconismo. Non ho nulla a che spartire,politicamente, con l’uomo di Arcore, ma non voglio avere niente da spartire con uno che,come Zappadu, è convinto di poter fare ciò che vuole spiando chi vuole. Ha dimostrato di essere un fellone che pensava di rubare la marmellata senza che nessuno gli dicesse nulla. E’ sempre stato così e non credo possa essere annoverato tra i sardi da imitare solo perchè ha voluto fotografare le veline dell’uomo di Arcore e le loro nudità.Cose da paparazzo da strada insomma, non certo alla Frank Zapa. Siamo tra l’altro sicuri che lui non abbia mai fatto qualcosa di poco etico?Comunque, a parte questo, continua coi tuoi viaggi e con le tue belle cronache.Ma non dimenticare che quando ti infili nella politica tranciando giudizi gratuiti su chi non conosci, fai pensare ad un piccolo uomo che vuol scappare da qualcosa anzichè andare per il mondo cercando qualcosa.Tra l’altro – sottolineo – potendo beneficiare di una condizione in ambiente di lavoro che in molto ti invidiano.

  • Ciao Franco,
    solo oggi ho visto questo tuo commento.
    Ti ho già risposto in proposito all’analoga e-mail che mi hai inviato, qui solo ribadisco che, tralasciando i tuoi commenti su Zappadu, su quello che nell’articolo ho nominato “il nano putrido di Arcore” ho una mia idea personale ben definita, e non mi servono certo i suggerimenti di un Zappadu o chiunque altro per capire il personaggio e quello che ha combinato al nostro bel paese, alle spalle e grazie a chi l’ha votato bevendo le sue fandonie.
    Sulle idee politiche, come ti ho detto, ognuno ha le sue, io rispetto chi le ha diverse dalle mie, anche se non le condivido, e così mi prendo la libertà di (a volte) pubblicare le mie, sempre sperando che anche gli altri, in caso non le condividino, le possano comunque accettare.

    Infine non vedo cosa c’entri il viaggiare per il mondo con il criticare Berlusconi… un giorno me la spieghi meglio.
    Così come non vedo che c’entri il mio ambiente di lavoro.
    Berlusconi per mè continua ad essere una grande merdaccia (per dirla alla Fantozzi :-) ) e mi sento di dirlo a gran voce sia che mi trovi a Nuoro che ad Auckland (esatti antipodi dell’Italia).
    Grazie comunque del tuo messaggio.

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