Nov222008

Nicaragua: America latina!

Nel volo fra Cuba e il Nicaragua, ho una sosta per cambio aereo a San Josè, in Costarica. Qui ho il tempo per un pranzo, e mi reco nel luogo più economico dell’aeroporto (tutto caro qui, prezzi “europei”!), il fast-food. E qui non posso non rimanere quasi sbalordito!
Nulla di speciale, ci fossi passato in un altro momento non avrei notato nulla, ma dopo una permanenza in un paese come Cuba tante cose cambiano, anche la percezione della normale quotidianità. Ordino infatti un panino, delle patatine e una bibita, e il tutto mi viene servito in un vassoio di plastica (riciclabile) con un sopravassoio di carta (usa e getta), bicchiere di plastica (usa e getta), un mazzo di tovaglioli, buste, cannucce, bustine di salse, scatola di plastica del panino, posate di plastica. Insomma, con un solo mini-pasto produco una grande quantità di rifiuti. Io come le centinaia di persone che ogni giorno passano qui (discorso valido anche per l’Italia).
E poi sono circondato al 90% di americani, molti di loro obesi, che contribuiscono ad aumentare la percezione di opulenza e spreco di questo luogo (a parte il fatto che i loro governi sono una delle cause della rovina di Cuba).
Insomma, mangio ma non mi godo il pasto. Rimpiango già quei bicchieri improvvisati o la grande penuria di plastica di Cuba, pur se mi trovo più fra i miei “simili” ora che prima.
Però dopo pranzo, aspettando il volo successivo, mi “ciuccio” almeno 6 ore di internet gratis, veloce e Wi-Fi, dopo oltre un mese di quello lentissimo, caro e su pc locali che c’era a Cuba. E allora l’aeroporto di San Josè, Costarica, riacquista punti! 🙂

Le stesse sensazioni del fast-food costaricense le provo i primi giorni a Managua, Nicaragua. Il bagno dell’hotel con l’acqua diretta anziché la cisterna, la doccia con acqua abbondante e a pressione, i negozi per strada e i grandi centri commerciali stracarichi di merce da vendere e con vetrine scintillanti. E tutto questo pur se il Nicaragua è uno dei paesi più poveri dell’America Latina .

Ma c’è anche il risvolto della medaglia…

Pur se centrale, il quartiere dove alloggio è molto pericoloso, di notte come di giorno. Tutti i nicaraguensi che incontro mi avvisano di non spostarmi a piedi nella zona ma di prendere sempre il taxi, anche per solo 200 metri. Io come sempre cerco di non dare troppo peso agli allarmismi locali (sempre abbastanza frequenti) e alcune volte mi avventuro a piedi (solo di giorno però) nelle vie del quartiere, ma la presenza di tanti balordi per la strada, il racconto sentito su un italiano ammazzato in questo quartiere qualche mese fa perché reagì al furto della sua macchina fotografica ed infine l’assassinio, pochi giorni dopo il mio arrivo, di un ragazzo locale in un internet cafè vicino, mi convincono che a Managua è più “salutare” usare sempre il taxi, nonché non rimanerci troppo tempo (qualche mese dopo scoprirò che anche il sito internet del nostro Ministero Degli Esteri sconsiglia proprio questo quartiere!).

“Benvenuto in America Latina”, mi viene da pensare. Cuba, come spiegato in precedenza, da questo punto di vista è un paradiso (come si può notare l’influenza dell’esperienza cubana me la porterò dietro per un bel pezzo).
E’ però il caso di specificare che la pericolosità di Managua è l’eccezione nell’abbastanza sicuro e tranquillo Nicaragua. Il resto del paese, infatti, si può considerare uno dei più (relativamente) sicuri di tutta l’America latina. Questo forse perché i “nicas” (nicaraguensi) hanno già “dato” troppo nel recente passato.

Cosa?

Leggere la prossima puntata.

Ciao!

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Di chi sarà questa sagoma inquietante?

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11 comments to Nicaragua: America latina!

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