Mar302009

MANAGUA – L’operazione “Palmo Di Naso”

Dopo mesi di quasi totale inattività, si rianima il blog con i racconti dal punto in cui mi ero fermato, cioè poco dopo l’arrivo in Nicaragua.
Qui sono a Managua, i primi giorni dell’arrivo.
Ciao!

L’operazione “Palmo Di Naso”

Dopo aver “tastato” alcuni comedores (letteralmente si traduce in “mangiatoia” :-), ma significa “locali in cui si mangia”), individuo il mio preferito in un esteticamente assai misero bar-ristorante, con 4 tavoli di plastica sistemati sul marciapiede e una piccola cucina vicina. Serve pasti di ottima qualità (il nazionale Gallo pinto – riso bianco fritto con fagioli – una bistecca, insalata e patatine fritte) ad un prezzo eccellente (2,50 dollari). L’unica nota negativa è che si trova a 3 isolati dal mio alloggio, che in questo quartiere “Ticabus” (vedere post precedente) non sono pochi, soprattutto di notte. In risposta ai furbastri e scroccatori vari della zona elaboro allora la tecnica “Palmo Di Naso”, che sembra funzionare sempre. I balordi infatti ogni volta si avvicinano con molta indifferenza, inquadrandomi da lontano e dirigendosi verso di me facendo finta di incrociare casualmente la mia strada. Quando siamo di fronte scatta qualche solita frase di circostanza e poi chiedono qualche soldo. Il problema è che queste vie sono quasi sempre deserte, quindi non è facile rifiutare perché c’è sempre il dubbio di come codesto scassa palle possa reagire. E quindi a volte è meglio pagare (10 cordobas sono sufficienti, mezzo dollaro) ma, per evitare ogni contatto, io preferisco la mia tecnica P.D.N., molto più appagante del “pedaggio” obbligato.

Funzionamento.

Il balordo, come detto, mi ha già inquadrato ed ha iniziato la sua tecnica di abbordaggio, avvicinandosi con disinvoltura per non allarmare il suo obiettivo. Quando siamo abbastanza vicini, ma non troppo, diciamo circa 10 metri, scatta la contromossa PDN: improvvisamente, ma con molta indifferenza, cambio direzione e attraverso la strada, indirizzandomi nell’altro marciapiede. Il soggetto indesiderato rimane un attimo sorpreso, poi prova a chiamarmi a voce alta ma ormai è tardi, son già distante (ho accelerato il passo) e in vantaggio, e faccio finta di non sentire.
Fin’ora ha sempre funzionato! 🙂

Riguardo al ristorante di prima, oltre al cibo la parte interessante era il suo proprietario, un omino bassotto che ha combattuto nell’atroce guerra che in Nicaragua ha visto la fine solo 19 anni fa. Lui faceva parte dei sandinisti, e fra alcuni racconti di guerra da lui vissuti mi fa vedere le varie cicatrici di proiettili che ha in tante parti del corpo. La sera che mi raccontava questi fatti, mi accorsi che nei tavoli vicini c’erano solo uomini, e che lui si avvicinava spesso a loro. Erano tutti sulla cinquantina, e mi disse poi che erano tutti ex-soldati come lui. Mentre si scolavano litri di birra, parlavano di episodi di guerra: spari, attacchi, fughe, storie di vita (e di morte) vissute in prima persona. Mica parlavano della Juventus come nei nostri bar!
A dire il vero… poco dopo arrivarono tre ragazzi, che, anche loro con accompagnamento di bionda birra che qui servono in comode bottiglie da un litro, iniziano a discutere animatamente proprio di… Juventus e Real Madrid!!

Ma cosa è successo, quindi, in Nicaragua fino a meno di venti anni fa? E perché questo paese è uno dei più poveri della già povera America Latina?
So che non sarà difficile crederci ma, ancora una volta, gran responsabilità su un altro disastro della storia recente ce l’ha un governo che ormai mi ritrovo fra i piedi in quasi ogni luogo in cui vado.

Quale?

Aiutini:

  • è la potenza economica più grande del mondo (ma pare non per molti anni ancora, ormai);
  • non si trova né in Europa, né Asia, Africa od Oceania;
  • ha un presidente (anche questo ancora per poco, per fortuna) che ha un cognome di quattro lettere, e la “B” come iniziale.

La soluzione nella prossima puntata.

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Granada

Scritte in una piazza di Granada

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Affresco Granada

Affresco, sempre a Granada

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3 comments to MANAGUA – L’operazione “Palmo Di Naso”

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