Ago202007

(MELBOURNE/2) La sfida con gli ottici australiani – Darwin

A Melbourne troverà finalmente soluzione il problema del rifornimento lenti a contatto, anche se con un esito per me assolutamente imprevisto.
Usando lenti a contatto usa e getta, son partito dall’Italia con una scorta sufficiente per sei mesi (i sei mesi sudamericani) per poi rifornirmi di nuovo appena sbarcavo nei due paesi dell’Oceania, più moderni e dove quindi pensavo fosse più facile reperirle. Pensavo.
Come tutte le cose in questo viaggio, me la prendo molto con calma e così ci penso solo l’ultimo giorno in Nuova Zelanda, trovando però il negozio chiuso (alle 19 è già chiuso da un pezzo, non stanno ad aspettare me). Rinvio l’acquisto a Sydney dove però trovo l’ottico pignolo di cui ho già accennato, finché quando arrivo a Melbourne le devo assolutamente comprare.
Ottico 1… poi ottico 2… poi ottico 3… arrivo all’ottico 7 in poche ore, poi sospendo la ricerca, devo pensare.

Che succede?

Il problema è che in Australia (e anche Nuova Zelanda) le lenti sono considerate un medicinale e quindi si possono vendere solo dietro presentazione di ricetta medica. Anche se la ricetta la visionano senza conservarla, va presentata. Lo dice la legge. A poco serve precisare che son straniero di passaggio, che conosco a memoria la gradazione delle lenti, che non avrei convenienza a comprare le lenti sbagliate, che tanto non lo viene a sapere nessuno, etc etc. Lo vieta la legge, questo è sufficiente. Ancor di meno serve la mia prescrizione italiana, diversa da quella australiana. In Australia infatti, oltre alle diottrie da correggere, ci scrivono il tipo di lente, il diametro, la curvatura, i tempi di utilizzo, la marca, se hai l’amante (no, questo no ma poco ci manca) ed infine vale massimo un anno. La mia ricetta italiana del 2004 la guardano, ci pensano su, telefonano ad un collega, chiedono informazioni, poi me la ridanno e mi dicono tutti che devo rifarla nel loro paese. A pagamento! Un ottico addirittura deve aver telefonato proprio ad uno degli altri ottici in cui ero già stato, perché ad un certo punto mentre parla abbassa il tono della voce e dice “C’è un tizio con una prescrizione sospetta… si, credo sia la stessa persona…. ha uno zainetto nero… è lui…”. Ma guarda un po’, neanche fossi un terrorista.
Con questo ottico, l’ultimo dei tanti, mi fermo a discutere un po’ ma lui conclude dicendo che vanno rispettate le regole australiane e che in Italia abbiamo un sistema “diverso”. Questo me lo dice con la solita pacatezza e gentilezza australiana, che se appunto veniva filtrata, cioè se si rimuoveva dal suo atteggiamento la “maschera” (anche piacevole) di correttezza e self-control che sempre hanno, si vedeva che sotto esprimeva disapprovazione sul nostro sistema più permissivo. La solita Italia insomma.
Mi giro e osservo le sue vetrine. Vende soprattutto occhiali da sole e leggo: Dolce & Gabbana, Versace, Police, Armani, Prada, Gucci, etc. I soldi quindi se li fa anche grazie all’Italia.
Mi riprendo la ricetta, saluto e me ne vado. Ok, inizia ora la sfida! Ecco che esce ora fuori l’istinto italiano di arrangiarsi, che esce fuori quando ci si crede vittima di un’ingiustizia. Ma anche quando non ci si crede vittima di un’ingiustizia. Insomma esce fuori e basta.
Ci penso su e riesco a trovare tre possibili soluzioni: a) ottico nel quartiere cinese: i cinesi sono più attaccati ai soldi che alle leggi; b) ottico nel quartiere italiano: gli italiani non sono attaccati ai soldi ma non sono per niente attaccati alle leggi; c) fotoritocco al computer della mia ricetta, inserendoci i dati mancanti.
La soluzione a) è subito vincente, la ottica cinese mi fa vedere le lenti che ha, mi dice i prezzi e le compro. 90 $ (fra l’altro sono molto più care che in Italia, costano il doppio).
Si chiude così il match Italia-Australia, 1-0 come ai mondiali di calcio (arbitro cinese).

Ma…. c’è la moviola di mezzo!

Il giorno dopo provo le lenti: non vanno bene! Hanno una piccola differenza di curvatura che pensavo ininfluente, e invece mi danno fastidio e non ci vedo bene.
Torno dalla cinese la quale mi dice che, a questo punto, devo necessariamente fare la visita.
“Uff, ancora con questa visita… Quanto costa?”
“30$”
“Ok, la faccio” (pensavo costasse di più).
Dopo la visita, tiro fuori le lenti comprate il giorno prima per farmele cambiare con le nuove.
“Quelle non gliele posso cambiare”
“Come no? Una scatola è ancora sigillata, e qui in Australia tutto ciò acquistato nei negozi si può cambiare entro 7 giorni, se integro”.
“Si, ma lei le ha comprate senza ricetta, quindi sono senza garanzia”.
“Ma…. ma…. “.
Inutile discuterne, ci provo ma la cinese è irremovibile, non batte ciglio (se anche lo facesse non si noterebbe, ha gli occhi piccoli piccoli).
“Dai, su, il mese prossimo poi vado in Cina, nel suo paese….”. Mi risponde che non gli interessa, lei ora vive in Australia dove si sta meglio della Cina. Insomma, non c’è verso. Le altre lenti le devo buttare e basta.
Grr! Acc! Grunt! Roarrrr!! E così via altri 30+140 aus$ !
La mia partita virtuale con gli ottici (che avevo vinto io!) è stata poi annullata a tavolino, e ho perso. Per ritorsione gli ultimi 3 giorni giro per la città senza pagare il tram! Tanto qui si fidano e non controllano. 20$ recuperati. Non è tanto ma è la (magra) soddisfazione morale che conta.

Melbourne

Melbourne

Darwin

Gli ultimi due giorni australiani li passo a Darwin, nel nord, in quanto da qui parte il volo di uscita (finalmente!) dall’Australia. Ci arrivo con un volo interno comprato a Melbourne con la compagnia low-cost JetStar, che però becco in un periodo hi-cost in quanto c’è una festività vicina. Insomma, non me ne va bene una in OZ (Australia)!
Darwin sembra più carina, città piccola e calda (ma non troppo, non è afosa) in quanto qui siamo in piena zona tropicale. Dopo i 6 caldi mesi d’estate in sud America e le 6 fredde settimane d’inverno in Oceania, ritorno bruscamente in zona estiva. E questo fa piacere!

La unica sera che passo a Darwin noto che la cittadina, anche se piccola, ha una movimentata vita notturna, con tanti locali aperti tutta la notte nel centro. Ma ormai i miei pensieri sono tutti per l’affascinante Asia in arrivo, per cui mi concedo solo una veloce birretta in un bel e movimentato pub vicino all’ostello e poi rientro, nonostante ci sia un bravissimo gruppo che suona musica dal vivo.

Il tempo per l’Australia, ormai, è finito.

Goodbye!

PS: domani esce il finale australiano (h. 12:00)

Dollaro Australiano

Dollaro Australiano

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2 comments to (MELBOURNE/2) La sfida con gli ottici australiani – Darwin

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