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dic172014

Sydney e Musulmani, #illridewithyou

Son già da un mese in terra australiana, a Sydney e, contrariamente alle (basse) aspettative che avevo prima di venire qui, non passa giorno che non noti qualcosa che mi sorprenda, se non addirittura meravigli. In senso positivo! :-o

Ogni giorno che passa mi rendo conto che la nostra società italiana è lontanissima (e non solo in senso geografico :-) , qui siamo agli esatti antipodi) dal livello di civiltà, ordine, disciplina, efficienza, benessere, apertura mentale presente in Australia, per citare alcuni fra gli aspetti più evidenti. Certamente abbiamo altre qualità che forse qui scarseggiano, ma questi aspetti che ho citato ci pongono assolutamente in un altro piano e non certo, ahimè, superiore.

Sydney-Siege-9Ieri sono rimasto ancora una volta sorpreso, in seguito ai tragici fatti dell’attentato al Cafè Lindt nel centro di Sydney. Nonostante quel triste evento abbia bloccato per 24 ore l’intero centro “business” della città (non ho ben capito perché, ma hanno chiuso tutto, uffici e negozi, credo solo in segno di solidarietà, perché la zona veramente bloccata al traffico era ristretta ad un solo isolato – hanno annullato anche una festa in barca che avevamo prenotato da un mese prima, grunt! :-) ), nonostante si sia concluso tragicamente, nonostante le sofferenze degli ostaggi rese pubbliche e visibili dalla televisione, nelle ore seguenti non si sono sentite in giro frasi di odio, di rancore, di voglia di vendetta, di guerra, tutti quei messaggi che in seguito ad eventi terroristici spesso si sentono. Il primo ministro in diretta tv ha parlato di pace, di abbraccio alle famiglie colpite, soprattutto ha sottolineato che la società australiana è sempre stata pacifica, aperta, ospitale e multiculturale, e questo non cambierà mai, neanche adesso. In seguito ho visto anche un’intervista al capo dell’opposizione, e anche le sue parole e il suo messaggio è stato lo stesso. Qui non hanno (beati loro) la lega Nord che avrebbe subito invocato la terza guerra mondiale contro gli islamici (l’attentatore era islamico), o l’espulsione per tutti gli islamici e/o stranieri presenti (in Australia gli immigrati sono tantissimi, per strada a Sydney si vedono più facce straniere – soprattutto asiatiche – che australiane “doc”), i politici che ho sentito non hanno cercato di approfittare della situazione per propri interessi elettorali (visto tante volte in altri paesi, non solo in Italia). E lo stesso vale per la gente comune, intervistata per la strada. In gran parte messaggi di pace, di apertura, di commozione ma non di astio.

La prova dei sentimenti della gente comune è stato anche il messaggio che ieri è stato riscontrato come il più diffuso dai social networks, con l’hashtag #illridewithyou . E’ nato da una ragazza che, seduta in un bus di Sydney che si avvicinava al centro (proprio nella zona dell’attentato), ha notato che la sua vicina di sedia (una donna musulmana) pian piano si sfilava il suo hijab (il fazzoletto che copre i capelli) e lo nascondeva. Quando è scesa dal bus l’ha seguita e le ha detto di rimetterselo, che lei l’avrebbe accompagnata per la strada. La donna l’ha abbracciata, piangendo, poi è andata via da sola.

Il senso del messaggio era quindi di solidarietà per il popolo musulmano, perché probabilmente ora sarebbe stato oggetto di accuse o anche insulti per le strade. Non odio verso di loro, ma pace. La gente ha raccolto il messaggio e in centinaia di migliaia solo ieri l’hanno girato in rete. #illridewithyou, camminerò con te.

Che popolo gli australiani!

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Questo messaggio è bellissimo! Dice: "Ricorda che il perdono è la virtù dei forti, SII FORTE. La guerra FUORI non finirà mai finchè la guerra DENTRO di noi esisterà. NON PUOI combattere per la PACE, puoi solo AMARE per la PACE." (Il resto non si legge)

Questo messaggio è bellissimo! Dice: “Ricorda che il perdono è la virtù dei forti, SII FORTE. La guerra FUORI non finirà mai finchè la guerra DENTRO di noi esisterà. NON PUOI combattere per la PACE, puoi solo AMARE per la PACE.” (Il resto non si legge)

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Sydney Siege

Anche qui organizzatissimi, sono già pronti tavoli, fogli e penne per lasciare una memoria scritta. Dall’altra parte c’è pure una signora con una scatola di fazzolettini, che si avvicina a chi ha le lacrime per offrirglieli… Pazzesco, organizzazione totale dappertutto!

Sydney Siege

Curiosi che sbirciano nella zona dell’attentato, ancora chiusa per le indagini

Sydney Siege

Tutto il giorno, e anche il successivo, c’è una lunga fila di gente per avvicinarsi a lasciare fiori o messaggi, o solo pregare

Sydney CBD

Siamo proprio nel cuore di Sydney, il CBD (Central Business District)

 

ott52014

Salsa Al Parque, Cali (Colombia)

Un’altra memorabile serata di salsa ieri a Cali, qui chiamata la “Capital mundial de la salsa“. Un’associazione culturale, composta di appassionati della salsa (“Melómanos y Coleccionistas“), una volta al mese organizza una audizione pubblica, in una piazza centrale, di pezzi storici e a volte sconosciuti di salsa classica, d’autore, soprattutto pezzi poco diffusi dalle emittenti commerciali e media. Musica meravigliosa!

Oltre la musica che viene suonata, il bello è che la piazza si riempie di gente (l’evento è gratuito) che ascolta, canta, balla, suona, corteggia, ride, passa ore felici insomma. E chiunque ha uno strumento musicale in casa, lo porta qui e si mette a suonare in pubblico  :-D .

Piccolo video girato ieri sera, Que Viva La Salsa!

 

gen152013

(Venezuela) Los Roques, paradiso perduto (per ora)

Los Roques Venezuela

Due giorni fa, per caso come spesso accade per i nuovi incontri, ho conosciuto qui a Cali Antonello Zappadu, fotografo sardo uscito alla ribalta qualche anno fa quando fotografò (e pubblicò su alcuni quotidiani europei) il nano putrido di Arcore mentre gozzovigliava con amici e con un altro primo ministro europeo (Topolanek) con alcune prostitute nella villa di Certosa nella mia bella Sardegna. Da quel giorno lì c’ha Ghedini attaccato al collo che non lo molla mai, e anche per questo vive qui in Colombia.
Fra un processo e l’altro, si occupa anche di “folklore” locale, come un’inchiesta che ha condotto personalmente negli ultimi 5 anni sul traffico Libro La Bamba - Zappaduinternazionale di droga e sul viaggio che fa un grammo di cocaina dal Putumayo (non quei bei cd di world music, ma una delle zone colombiane dove si coltiva la coca – ci sono stato un anno fa, un giorno ne parlerò qui) fino al naso dei milanesi. Ha da poco pubblicato un libro su questo suo lavoro.

Fra le varie interviste e sopralluoghi fatti per la sua inchiesta, un giorno gli capita di parlare con qualcuno ben informato (pare un ufficiale o ex-ufficiale dell’esercito) che gli illustra ciò che spesso accade nella zona fra le venezuelane isole di Los Roques e la penisola colombiana della Guajira.
E’ già risaputo che la cocaina prima di entrare negli Usa …. continua a leggere qui >>

gen122013

COLOMBIA – Vivere Senza Stagioni

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Una delle domande che spesso mi fanno i simpatici colombiani è:
– “In Italia ci sono le stagioni? E come sono?“. :roll:

Clima ColombiaEh si, qualcosa che per noi è scontato, è invece sconosciuto agli abitanti dei paesi tropicali. Avvicinandosi sempre più all’equatore, progressivamente scompaiono le stagioni, scompaiono le differenze orarie fra giorno e notte (12 ore esatte di luce e 12 ore di buio ogni giorno) e si va verso la stagione unica. Tutto l’anno è uguale, con lievi cambi di temperatura solo nei periodi piovosi (peraltro di durata assai variabile di anno in anno dovuto al cambio climatico mondiale).

Se però uno qui in Colombia si stufa della stagione unica e vuole provare a cambiare clima, la soluzione c’è senza aspettare i 3 mesi che in Italia ci separano dalla nuova stagione: spostarsi di 400-500 km.
Un aspetto curioso infatti delle prime 4 città colombiane in ordine di grandezza è che ognuna ha una stagione diversa.

Bogotà, la capitale …. continua a leggere qui >>

dic192012

Venezuela – Fare il pieno di benzina con… 20 centesimi

20 centesimi di euro
Sarebbe bello riempire il serbatoio dell’auto spendendo appena 20 centesimi di euro? Si può fare, si può fare…. non in Italia però (e alla fine capirete che non è un male).

L’unico stato al mondo dove si può fare (è infatti il paese dove la benzina costa meno in tutto il mondo!) è il Venezuela, paese sesto produttore di petrolio al mondo.

Il prezzo è sempre stato così basso (da sempre i vari governi succedutisi hanno deciso di quasi regalare la benzina, bene nazionale, ai suoi abitanti) ma, da alcuni mesi a questa parte, il prezzo si è ulteriormente ridotto, quasi dimezzato. Questo grazie al cambio nero e alle recenti elezioni politiche di ottobre.

Il cambio nero è una particolare forma …. continua a leggere qui >>

dic132012

(Filippine) L’erba del vicino è sempre più verde (anche in Asia)

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I filippini hanno il naso… “alla filippina”! :-D

Solo dopo aver letto sull’aereo un annuncio pubblicitario che ne parlava, ho iniziato a notarlo anch’io tanto che ora riesco a riconoscerli in mezzo ad altri asiatici. Naso piccolo come in tutto il sud-est asiatico, ma anche schiacciato e largo alla base. A me non sembra brutto, ma a loro non piace. Forse perchè ce l’hanno quasi tutti uguale, e non c’è “naso-diversità” :-)

naso silicone

Le protesi che si inseriscono nel naso

La pubblicità che leggevo spiegava una nuova tecnica chirurgica per … allungare il naso! Ma come, da noi quando sento parlare di chirurgia (estetica) al naso quasi sempre si tratta di riduzione delle dimensioni del naso, e qui invece si allunga! In effetti anche qui in Filippine, come in passato in Cina, ho ricevuto dei complimenti per il mio… ehm… naso lungo. Una rarità da queste parti. Insomma, anche qui in Asia l’erba del vicino è sempre più verde (o il naso del vicino è sempre più lungo), ma in generale in tutto il mondo è sempre più verde.

Ricordo che in Brasile nei dintorni di Bahia (zona più “nera” e quindi con più capelli crespi) le ragazze appena avevano soldi si facevano stirare i capelli dal parrucchiere (con forti acidi visto lo spessore di quei capelli) mentre più su, in amazzonia, dove il sangue è tanto mescolato a quello degli indios (capelli a “spaghetto”) si facevano la permanente.

Chi ha la pelle nera o anche leggermente mulatta sfugge al sole delle spiagge (provate a convincere una sudamericana che non sia bianca ad andare 3 giorni di seguito in spiaggia… al terzo giorno salta fuori un mal di testa, una voglia di dormire, di leggere, di contare le formiche, di fare qualsiasi cosa pur di non colorarsi di più la pelle – sì, anche chi ha la pelle scura si abbronza) e da noi in Europa d’estate si fanno le gare a chi si abbronza di più. E quindi anche per i nasi non può essere diverso.

Un giorno vedo in tv un pezzo di una telenovela coreana, i cui attori (con soldi) hanno molto spesso il naso “siliconato”. Il risultato a parer mio è orrendo, il viso appare innaturale. La tecnica chirurgica consiste nell’inserire sottopelle una stecca di silicone a forma di “L” et… voilà, naso più lungo.

Dopo aver visto tempo fa un servizio televisivo in cui parlavano delle ragazze giapponesi che per farsi gli occhi alla occidentale (più grandi) si facevano tagliare un pezzo di palpebra, questa plastica filippina la sistemo al secondo posto della classifica delle stupidaggini chirurgiche.

Ci sarebbe da inserire in classifica anche l’inserzione di silicone nel sedere per ingrandirlo, chirurgia plastica molto diffusa qui in Colombia, ma di questo ne parlerò un’altra volta.

Più rasaerba per tutti! :-D

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