Giu152007

RITAGLI BRASILIANI / SUDAMERICANI – 3

11. Ordine femminile

Le donne son sempre in ordine, pulite, pettinate e con un bel vestito (anche se semplice) a qualsiasi latitudine e in qualsiasi condizione sociale si trovino. Credo che questa regola sia contenuta nel secondo cromosoma X delle donne, quello che a noi manca!

Dalle grandi metropoli come Rio ai piccoli paesini del Maranhao, passando per i villaggi della foresta amazzonica, le ragazze erano sempre ben vestite, con i colori abbinati e i capelli ben sistemati. E si cambiavano ogni giorno di vestito, anche nei 7 giorni di barca.
Lo stesso invece non si può dire degli uomini e dei ragazzi, a volte disordinati anche se nel complesso sempre puliti.

Inutile, è questione genetica.

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12. La cronaca nera

Se si prende un qualsiasi quotidiano brasiliano di un giorno qualsiasi della settimana, si rimane sbalorditi dalla quantità e dalla efferatezza dei crimini che quotidianamente accadono in questo paese (in Venezuela e Colombia analoga situazione). Un singolo episodio da 6^ pagina di un quotidiano brasiliano, che occupa magari solo 5 righe, in Italia riempirebbe la prima pagina per giorni. Dalle persone assassinate per quattro soldi, e in maniera cruenta, ai veri e propri omicidi che la polizia commetteva quando interveniva da qualche parte.

Oltre a quelli che avevo citato nel post sulla violenza a Rio (questo post), ne ricordo altri due in particolare, avvenuti mentre ero a Sao Luis.

Uno era un omicidio politico che sembrava uscito da un romanzo di fanta-politica. Il prefetto (che è la seconda carica politica dopo il governatore) assassinato da due poliziotti su ordine di un deputato, con vari complici che ogni giorno spuntavano fuori nelle pagine dei giornali.

Il secondo ancora più triste. Un uomo di colore torturato fino alla morte da due poliziotti perché è passato vicino al luogo dove poco prima era successa una rapina. Fermato per un controllo, è stato “interrogato” dai poliziotti solo perché era nero come la persona ricercata. Fatto di normale routine in Brasile, è saltato fuori e pubblicato nei giornali solo perché il pover’uomo era un famoso artista locale, un cantante di musica popolare del Maranhao.
Gerô, molto amato a Sao Luis, è stato ricordato con diverse manifestazioni per strada e la notizia è stata ripresa da giornali e tv locali, tanto che le autorità questa volta non hanno potuto far finta di niente come sempre e hanno avviato un’inchiesta. Inchiesta che però difficilmente vedrà una conclusione, anche perché è stato ucciso non in un anonimo vicolo di strada ma dentro un commissariato, quindi con complicità a vari livelli.

Ecco, siccome ho assistito per un po’ ad una commovente manifestazione popolare del suo pubblico con poesie, canzoni e memorie varie, un mio modesto contributo mi sentivo di farlo anch’io.

A Gerô.

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13. Le Chiese

Non ho mai visto tante diverse chiese cristiane come in Brasile. Ecco un elenco delle più diffuse:

  • Igreja Evangelica;
  • Igreja Battista;
  • Assembleia De Deus;
  • Igreja Internacional Da Graca De Deus;
  • Igreja Poder De Deus;
  • Igreja Adventista De 7° Dia;
  • Igreja Do Nazareno;
  • Igreja Metodista Wesleyana;
  • Igreja Presbiteriana;
  • ….. e chi più ne ha …

Alcune di queste raggiungono un vero e proprio fanatismo.

Ne ricordo una che, ad Arraial, era vicina all’ostello (credo fosse “Assembleia De Deus”) e un giorno sono entrato a vederla perché era troppo strana. Il predicatore (in abito scuro e cravatta) non parlava mai ai suoi fedeli: urlava sempre! Con il microfono in mano, nei discorsi sprizzava solo ira e rabbia, non certo amore e fraternità. La musica? Il classico organo? No, batteria e chitarra elettrica! E i fedeli presenti, o urlavano anche loro o piangevano. Sarà…..

Un giorno a Salvador un seguace di una di queste chiese fanatiche mi ferma mentre sono in giro con una giapponese e con un israeliano. In quel momento mi accorgo che in 3 apparteniamo a 3 diverse religioni. Rifiutiamo quindi le proposte del religioso il quale si adira e inizia ad inveire contro l’israeliano e la giapponese perché, secondo lui, credevano nel Dio sbagliato. Viva la tolleranza!

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14. I centri commerciali

Ricordo che nel primo viaggio fatto in Brasile, 9 anni fa, uno dei primi luoghi da visitare dove due diverse amiche brasiliane mi portarono fu il centro commerciale locale. Perché? Perché i centri commerciali qui sono visti come delle oasi da “primo mondo”, ben diverse dal camminare per strada. Negozi scintillanti, pavimenti lucidi, aria condizionata, tante luci. Ma anche prezzi molto più alti del normale, infatti le persone che li frequentano sono per lo più ricche (e bianche).

A Salvador ho passato un giorno intero all’interno del più grande centro commerciale della città per un insieme di cose che mi servivano e, alla fine, non vedevo l’ora di uscirne. Gente di corsa fra un negozio e l’altro, frenesia degli acquisti, facce serie, per un po’ ho rivissuto lo stesso ambiente delle nostre città. Quella mattina come si sono aperte le porte scorrevoli del Barra Shopping di Salvador sono uscito dal Brasile e sono entrato in Europa. C’era dentro gente stressata, triste, obesa e… brutta (quest’ultima caratteristica non la saprei spiegare, ma la gente dentro era più brutta di quella che si vede per strada). Guardando le vetrine a volte ci si distrae e si urta qualcuno, ma quando mi accade per strada di solito ci si scambia un sorriso, qui dentro invece due signore mi hanno mandato a quel paese. E poi che facce cupe….

La ricchezza porta tristezza, e stress. La povertà, paradossalmente, dà più felicità e spensieratezza (quando non è estrema, cioè quando almeno si riesce a riempirsi la pancia).
Pensateci quando vi verrà la voglia di lavorare di più per guadagnare di più. Vi state dando la zappa sui piedi. Forse innalzerete il vostro status sociale, ma abbasserete quello emotivo.

Augh, ho detto! 😉

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15. I succhi

Caju, Graviola, Cacao (che non è amaro ma dolce, che non è scuro ma bianco), Cajà erano i miei preferiti, ma c’era anche Acerola, Mamao (o Papaia), Manga, Cupuacu, Melao, Maracuja, Maca, Acai, Guaranà, Goiaba, Graviola, Cereja, Morango, etc. In Brasile si può bere un succo diverso (naturale, non imbottigliato) ogni giorno della settimana per almeno un mese. Frutta tropicale che in gran parte si trova solo qui.
Costo medio: 2R$ (70 centesimi di euro).

Una delizia. Da soli valgono un viaggio in Brasile!

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(Fine ritagli!)

2 comments to RITAGLI BRASILIANI / SUDAMERICANI – 3

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