Mag32007

(PERITORO’) Nel profondo Maranhao

“Appena” 25 ore di autobus e, da Salvador, arrivo a Peritorò, piccolo e sperduto paesino dell’entroterra del Maranhao, uno degli stati più poveri del Brasile. A far che? Visita ad un centro di accoglimento per bambini poveri, gestito dalle suore della Congregazione ….. (non mi ricordo il nome…) e supportato da “Operazione Africa Onlus”, associazione di volontariato con sede a Cagliari, di cui fanno parte anche alcune mie colleghe di lavoro. E una di queste ultime ha anche adottato a distanza una bambina, e prima di partire le avevo promesso che sarei passato a trovarla. Ed eccomi qua, alle 18:30, scendere dal pullman pieno di stranieri come me (diretti nella grande città di Belem) nella polverosa e piccola stazione di Peritorò. Saluto le persone conosciute sul pullman che mi guardano meravigliate della mia destinazione, e mi avvio in un hotel vicino. Anche qui non manca l’avvertimento di un brasiliano che era sul bus sulla pericolosità del luogo. E questa volta, visto il buio della zona e la non conoscenza del luogo, decido di seguire gli avvertimenti e non uscire in giro la prima notte. Ma i giorni successivi scoprirò invece che è un luogo tranquillissimo per quanto riguarda la violenza. In Brasile si può dire che si corrono più rischi in proporzione alla grandezza della città. Le grandi metropoli sono le più pericolose mentre i piccoli paesini, dove tutti si conoscono, assolutamente no.
Il giorno dopo mi avvicino al centro dei bambini che però è chiuso (è domenica) ma riesco a rintracciare la casa delle suore con le quali concordo l’appuntamento per il giorno dopo. Andiamo anche insieme a fare una prima visita ad Ana Luiza, la bambina adottata, e poi ci separiamo. Prima però mi propongono, per la sera, di andare alla messa delle 19:30. “Certo, ci sarò!”, prometto io.
Inizio un lento rientro, girovagando qui e là nel paesino. A parte il centro, vicino alla stazione degli autobus, un po’ più moderno, gran parte delle case del paese sono fatte con mura di terra (argilla) e tetto di paglia (frasche di palma). Le casupole fatte di mattoni invece sono così semplici che non hanno né pilastri né muri portanti. Solo file di mattoni rossi tipo “foratini”. Chiunque ha costruito, da piccolo, case con le costruzioni “Lego” ha sufficienti conoscenze tecniche per costruire anche queste case!

baracca casa peritoro maranhao

Nel girovagare mi imbatto in 4 bambini che giocano a pallone, i quali mi chiedono se voglio giocare anch’io. “Certo”, rispondo, d’altronde con la mia abilità nel gioco del calcio forse arrivo a giocare al loro livello. Un’ora con loro, sotto il sole (oltre la camminata precedente) e quindi saluto i 4 piccoli Ronaldo e mi fermo in un bar centrale per una fresca birretta. E’ domenica e a poco a poco il bar inizia a riempirsi. Tre ragazze sedute nel tavolo a fianco mi invitano a sedermi con loro e, ovviamente, non mi faccio pregare. A questo punto iniziano a volare le ore fra chiacchiere, bottiglie di birra, nuovi amici che mi presentano, bottiglie di birra, musica e balli, bottiglie di birra, etc. Riesco infatti qui ad imparare il forrò, danza tipica del nord-est brasiliano.
Arrivano le 19:15 e intravedo le due suore che si avviano verso la chiesa, passando nella strada vicino al bar. Acc, se mi vedono ora mi rovino la reputazione per i prossimi giorni, penso, e così mi giro dall’altra parte cercando di nascondermi. Alla messa ci andrò un’altra volta.
Passa così la serata e arriva mezzanotte, e rientro in hotel. Non avrei mai pensato di passare una serata così divertente anche in un paesino di case di terra come questo. La prossima volta che farò un giro del mondo lo farò solo in Brasile, un giro del mondo brasiliano!
Lunedì mi ricompongo, indosso (come Diabolik) la maschera da turista serio e impegnato e mi avvio a visitare il centro per i bambini poveri.
Questo è una grande struttura, da poco ampliata, dove vengono accolti 200 bambini da 6 a 15 anni, divisi in due turni (mattina e pomeriggio). Ci sono due aule di recupero scolastico dove vengono ripassate (ma è più corretto dire “studiate”) le materie che i bambini dovrebbero imparare nella scuola pubblica, e poi altre aule dove viene insegnato qualche mestiere, in modo da dargli qualche opportunità in più per migliorare le loro povere condizioni di vita. C’è un’aula di cucito e artigianato (qui ci son solo femmine), una di informatica con 3 computer, una di serigrafia per imparare a stampare disegni e scritte su magliette e tessuti e un piccolo orto dove si insegna, appunto, orticoltura. Infine c’è una grande palestra per l’attività fisica. A tutti i bambini viene dato un pasto completo al giorno.
Un’importanza non secondaria della struttura ce l’ha il fatto che tutte le ore che i bambini passano qui sono ore in meno che passano in strada, visto che spesso non vengono seguiti dai genitori durante il giorno.
Quando entro a visitare le diverse classi i bambini si alzano in piedi e mi cantano una canzone di benvenuto! Sono tutti contenti ma soprattutto incuriositi di incontrare uno straniero, visto che in questo paese di turisti non ne passano mai. Quando poi ci facciamo qualche foto insieme si scatenano.
Chi volesse inviare un aiuto all’associazione, che ha anche avviato progetti di aiuto in altri stati (Africa in particolare), visiti il loro sito www.operazioneafrica.it

Ed ecco le foto di Peritorò!
Ciao!

FOTO PERITORO’

2 comments to (PERITORO’) Nel profondo Maranhao

  • nanni

    ciao
    a peritorò e a Bom jardim io ci sono stato il settembre 2006 e nell’ottobre 2007. cnosco bene i luoghi hce hai descritto e molte dlele perosne ritratte nelle tue foto. spero di tornarci al più presto. un carissimo saluto
    nanni

  • –> Nanni
    Ciao Nanni, quindi credo anche tu conosca quell’associazione. Anche io spero (e conto) di tornarci presto! : - )
    Ciao ciao!

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