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Ott52014

Salsa Al Parque, Cali (Colombia)

Un’altra memorabile serata di salsa ieri a Cali, qui chiamata la “Capital mundial de la salsa“. Un’associazione culturale, composta di appassionati della salsa (“Melómanos y Coleccionistas“), una volta al mese organizza una audizione pubblica, in una piazza centrale, di pezzi storici e a volte sconosciuti di salsa classica, d’autore, soprattutto pezzi poco diffusi dalle emittenti commerciali e media. Musica meravigliosa!

Oltre la musica che viene suonata, il bello è che la piazza si riempie di gente (l’evento è gratuito) che ascolta, canta, balla, suona, corteggia, ride, passa ore felici insomma. E chiunque ha uno strumento musicale in casa, lo porta qui e si mette a suonare in pubblico  😀 .

Piccolo video girato ieri sera, Que Viva La Salsa!

 

Nov62009

MUSICA DAL MONDO (Colombia): Salsa Classica Cali Vol. 2

Salsa Classica CaliEd ecco il secondo “cd virtuale” sulla Salsa che si ascolta e balla a Cali (Colombia).

Queste sono più recenti, fresche fresche, appena uscite dalle mie orecchie che anche ieri le hanno ascoltate in pista! 😀

Buon ascolto!

MUSICA DAL MONDO: Salsa Classica Cali, Vol. 2

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Ott282009

MUSICA DAL MONDO (Colombia): Salsa Classica Cali Vol. 1

(Ancora un paio di giorni e riparte il blog, fermo da troppo tempo ;-))

Salsa Classica CaliPer la rubrica “MUSICA DAL MONDO”, esce oggi il primo dei “cd virtuali” sulla Salsa che si ascolta e balla a Cali, Colombia, dove mi trovo ora. Città che viene qui chiamata “Capital mundial de la salsa” perchè…. (leggere nella pagina) 🙂

Il secondo CD uscirà fra alcuni giorni.

Sono salse nuove uscite recentemente ma anche salse più vecchie, classiche e intramontabili, che si ballano qui in questo 2009. Come sempre gratis! 😀

Buon ascolto!

MUSICA DAL MONDO: Salsa Classica Cali, Vol. 1

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Ott122008

Le tappe a Cuba – Il Reggaetton

I diari di viaggio classici, quelli con la descrizione cronologica di tutto ciò che si fa e vede, non mi piace farli (credo si sia notato), tuttavia quel tipo di diario può contenere informazioni più pratiche ed utili per chi dovesse effettuare un viaggio negli stessi luoghi.
Ecco quindi un molto breve diario di viaggio “classico”!

Nel poco più di un mese passato a Cuba, ho visitato le seguenti località.

SANTIAGO DE CUBA
Una delle tappe che mi è piaciuta di più. Qualità principale: la musica! A Santiago, capitale musicale di Cuba, si può assistere a concerti dal vivo di ottima qualità nella storica “Casa De La Trova” (4-5 concerti ogni giorno, ad un costo di 1 CUC – meno di 1 euro – per quelli di giorno, e 5 CUC per quelli di notte), ma anche in altri locali.
Centro storico “infestato” di jineteras, ma costi generali (casa particular, pasti, trasporti cittadini, ecc.) più bassi del resto dell’isola (poco più della metà di quelli dell’Avana). Ottimo il carnevale, sei giorni di feste, sfilate e balli in tre diversi quartieri cittadini, per tutta la notte (fine luglio).

BAYAMO
Tappa di un solo giorno/notte a causa della persistente pioggia e dell’assenza di posti-letto disponibili in tutte le case particular cittadine (ho dormito in una casa privata abusiva). N.C.

BARACOA
Insieme a Santiago le tappe migliori del mio viaggio. Le piccole dimensioni …. continua a leggere qui >>

Mag62008

HONG KONG/5: La riscossa dei Panda (ovvero, che salsa si balla nel mondo)

Questo è un post che riguarda solo la salsa, quindi probabilmente non di facile comprensione (o interesse) per chi la salsa non la conosce. Descrive la diffusione nel mondo dei due stili (molto diversi fra loro) di salsa che esistono in Italia: salsa cubana e salsa portoricana.

* * *

L’anno scorso, in Sardegna, con i miei amici salseri nuoresi ci siamo soprannominati i “panda” della salsa in quanto, in Sardegna, la salsa portoricana viene ballata da un’esigua minoranza di persone. Ogni volta che andavamo in una qualsiasi discoteca, quando andava bene vedevamo che oltre il 90% dei salseri ballava salsa cubana, quando invece non andava bene noi eravamo i soli che la ballavamo. Ci assomigliavamo quindi a dei panda in quanto… in via di estinzione!! 😀

Questo accade non solo in Sardegna ma un po’ in tutta Italia, particolarmente da Roma in giù. Anche se pare che nel Nord i due principali stili di salsa siano in parità o quasi (non ho notizie certe), non solo nelle piste ma anche nei tanti stage a livello nazionale a cui ho partecipato accadeva sempre che ci fossero più iscritti nella salsa cubana, e di conseguenza più corsi. Insomma, un successo innegabile.

Poi sono partito per questo lungo viaggio, e fra le altre cose che ho fatto sono anche andato, qui e là, a ballare salsa.

E ho scoperto tutto un altro mondo! 😮

Auckland (N.Zelanda), Sydney e Melbourne (Australia), Singapore, Hong Kong (Cina) e, ultima tappa, Hanoi (Vietnam). In tutte queste città in cui ho trovato grandi comunità di salseri, al 99% si balla uno stile solo di salsa: Los Angeles style. La salsa cubana è assolutamente assente, i pochi che ho visto ballarla erano stranieri, cioè persone non originarie delle città in cui ero. Esattamente qualche francese, qualche italiano e un tedesco.

La L.A. style asiatica però è molto “soft”, cioè non è veloce e frenetica (e spettacolare) come quella che si vede ballare in Italia. Diciamo che le figure sono da L.A. style, ma i ritmi sono più da portoricana o N.Y. style. Per cui a me andava benissimo ballarci! 😀

Ho dato uno sguardo in qualche forum di salsa asiatico, e qui i dubbi e i dibattiti non sono, come da noi, fra la salsa cubana e la salsa portoricana, tipo “ma è meglio questa o quella… che differenza c’è fra la cubana e la portoricana…etc”, ma solo ed esclusivamente fra la salsa L.A. style e la salsa N.Y. style (tutti stili “in linea”, così come la portoricana). La cubana non esiste proprio, anche i pochi neri che ho visto, di solito di origine africana, ballavano L.A. style.

In uno di questi forum un giorno ho trovato un interessante intervento di un esperto di salsa che elencava i diversi stili ballati nel mondo. E, a grandi linee, così descriveva la salsa ballata nel mondo:
– Asia e Australia: qui è più diffusa la L.A. style (confermo);
– Nord America: le zone sono divise verticalmente in due: costa est, prevalenza di N.Y. style (appunto dal lato di New York) e west coast con prevalenza di L.A. style (infatti il lato della California). La cubana è presente solo al sud dove ci sono grandi quantità di immigrati cubani (come in Florida);
– Europa: qui compare la salsa cubana, ballata in prevalenza al sud. Alcuni francesi che ho incontrato mi hanno confermato che in Francia è come in Italia: prevalenza assoluta di cubana.

E quindi?

E quindi ho rivalutato il peso delle due salse. Da salsa “in via di estinzione”, la portoricana per me si è trasformata nella salsa più ballata al mondo (nella versione L.A. style, che comunque è compatibile con la portoricana).

Per cui, nell’auspicabile attesa che uno impari entrambi i maggiori stili diffusi in Italia (cubana e portoricana):
– chi balla solo cubana, all’estero può trovare pane per i suoi denti soprattutto in Europa del sud, Usa del sud e Cuba. Negli altri paesi caraibici si balla un genere di salsa imparato per strada, con zero figure e tanto contatto corpo/corpo. Piacevole i primi 30 secondi ma poi noiosissimo (per noi europei). Negli altri paesi del mondo può solo sperare di trovare un altro “cubano” che è in viaggio come lui;
– chi invece balla portoricana… tutto il resto del mondo! (Asia, Oceania, Nord America + Argentina, Europa).

E in una città in assoluto ho trovato uno stupendo ambiente salsero: Hong Kong, Cina. Per 3 motivi:
1) i cinesi (e le cinesi) sono socievolissimi con gli stranieri occidentali, tante volte le ragazze hanno fatto la fila per invitarmi anziché andare io a invitare loro. Esattamente il contrario di quello che accade in Italia;
2) le cinesi sono basse di statura e di corporatura esile per cui, se si aggiunge che avevano le basi da L.A. style, ci voleva pochissimo per farle girare come trottole! 😀
3) le cinesi mentre ballano ti guardano (quasi tutte) fisse negli occhi, cosa che si dovrebbe fare un po’ di più da noi in Italia. Lo sguardo, a parer mio, fa parte integrante del ballo di coppia, a prescindere dalle simpatie o antipatie.

Ad Hong Kong ci tornerò di sicuro un giorno, e solo per ballare salsa! 🙂 (Ok, già fatto a Pasqua scorsa… ma non finisce qui!).

E, guardacaso, di quel simpatico mammifero che è il panda, i pochi esemplari rimasti al mondo sono quasi tutti… in Cina! 😀

Ciao ciao, buona salsa (qualunque sia) a tutti!

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Lydia Hong Kong

Con una maestra di salsa cinese

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Apr272008

HONG KONG/4: un mese per caso

Ad Hong Kong, nel mio itinerario di viaggio preparato prima di partire e scritto… nell’acqua, avevo programmato di fermarmi 4 o 5 giorni, il tempo necessario per richiedere il visto per la Cina. Invece poi, una volta arrivato, sono ripartito… un mese dopo! E questo nonostante i costi di questa bella città siano più alti degli altri paesi asiatici vicini (ma comunque più bassi dell’Italia).

Perché?

La salsa
I motivi sono tanti, ma quello principale riguarda senza dubbio la mia seconda passione (dopo i viaggi): la salsa. Il prossimo post sarà dedicato esclusivamente a questo ballo, ma qualcosa la posso scrivere anche qui.
Ogni volta che parlo della salsa in Asia molti si meravigliano, pensando che questo sia un ballo diffuso esclusivamente in America latina, e più recentemente in Europa. Invece la salsa è presente anche in Asia e Oceania, e in genere in quasi tutte le capitali del mondo. Più precisamente posso dire che si ritrova nei paesi ricchi o nelle 2 o 3 città più importanti di ogni paese, dove appunto risiedono solitamente le persone più agiate. Questo perché per impararla è necessario frequentare a lungo delle scuole o corsi che, al pari di altre arti o sport (che so, tennis, pianoforte, danza classica, etc) hanno i loro costi.
Così in Vietnam è presente ad Hanoi e Ho Chi Min City, mentre è assente nel resto del (povero) paese. In Thailandia solo a Bangkok, e così via.

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Salsa Hong Kong

Una ballerina di salsa (a sinistra!)

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Ad Hong Kong, il primo aspetto in proposito che mi stupì (piacevolmente) fu che qui le ragazze invitavano spesso, e a volte facevano anche la fila per invitarmi! Per chi non conosce la salsa (e i balli in generale), da noi l’usanza (pessima usanza!) vuole che sia l’uomo ad invitare la donna, la quale poi (in Italia in particolare, paese con grande diffusione di “dive”) non poche volte “se la tira” e rifiuta l’invito. Ad Hong Kong questo non succedeva mai.
Ricordo con piacere una sera, in un club di salsa, dove vidi una ragazza cinese bellissima, alta, sembrava uscita da una rivista di bellezza, la quale, per di più, ballava stupendamente. Provai, un po’ timoroso, ad invitarla e lei, con un grande sorriso, accettò subito, e più tardi mi concesse anche il bis. Chiesi in giro e mi dissero che era una ballerina professionista che lavorava a Disneyland (qui ad Hong Kong). Bè, posso dire che quei due balli da soli valevano tutto il mio viaggio ad Hong Kong! 🙂

Gli amici
E poi, grazie alla salsa (ma non solo), ho fatto tante amicizie (e pensare che prima di arrivare in Cina pensavo fosse difficile socializzare!). Fra le tante persone conosciute, ricordo: tantissimi ballerini/e di salsa, con i quali dopo i balli si usciva insieme a cenare (alle 2 di notte); Ilan, israeliano alla fine del suo giro del mondo di 2 anni; Luca, italiano che lavora qui da 7 anni; due simpatici romani che son venuti qui a comprare imitazioni di Ipod da rivendere in Italia su eBay; un paio di insegnanti inglesi di inglese; etc. etc. Gli ultimi giorni infine ho conosciuto una ragazza cinese, Jonie, che nel suo tempo libero mi ha scorrazzato per la città e dintorni con la sua vespa: un pomeriggio in spiaggia (non era granché il mare, ma nel vicino bar la domenica pomeriggio… si ballava salsa! :-)), una visita ai “New Territories” (zona periferica di Hong Kong senza grattacieli, con case basse e spaziose, poco traffico, gente che pesca sul lungomare, silenzio e quiete – un luogo quasi irreale per Hong Kong, sempre affollata di persone in continuo movimento), un giorno a Macao, una sera ad un Karaoke (in Asia popolarissimo), un altro giorno a visitare la sua scuola di hip-hop, etc.
Ogni volta che, ancor oggi, quando mi capita di parlare con qualcuno sul giro del mondo, spesso mi sento dire:”Ma da solo non ti annoiavi?”, mi viene da ridere! 😀
Jonie, come molti cinesi di Hong Kong, parlava un perfetto inglese, aveva una laurea presa in Inghilterra, un buon lavoro (con stipendio più alto della media italiana, però con solo due settimane di ferie!) e mi ha dato tante interessanti informazioni su Hong Kong e sui cinesi. Come ho già scritto tante volte, è piacevole parlare con persone istruite di altri paesi: nonostante l’enorme differenza di usanze e cultura, ci si capisce subito. Ricordo sempre i “salti mortali” che dovevo fare in Brasile per spiegare o parlare di alcuni argomenti (ne avevo parlato qui). E Hong Kong è la città ideale per entrare in contatto con la cultura cinese, perché via di mezzo fra l’antica cultura orientale e le modernità di una città simil-occidentale.

Dopo aver rinviato la partenza più di una volta (questo fatto mi ricorda tanto il Brasile!), arriva il giorno in cui finalmente mi decido e saldo così il conto dell’hotel, mi informo sui treni del giorno dopo, preparo lo zaino e, per chiudere in bellezza, vado all’ultima serata di salsa. Ma poi fra club di salsa, altri pub nei dintorni, giri con gli amici, ristorantino etc., rientro in camera… alle 8 di mattina! Rinvio così ancora di un giorno, che poi si trasforma in un’altra settimana 🙂

Hong Kong…. chi l’avrebbe mai detto. E ci sono anche finito per caso, dato che è stata una tappa aggiuntami dall’agenzia di viaggio per far combaciare altri voli. Anche questa volta il caso mi ha regalato una felice tappa, più di altre tappe programmate in anticipo.

Il diverso
Non sono pochi qui gli occidentali presenti, ma se si esce dai soliti giri (vie e luoghi centrali), tutto cambia.
Un giorno, rientrando dagli uffici dell’ufficio immigrazione, provo a cambiare strada così tanto che dopo un po’ mi perdo e, non so come, finisco in un moderno palazzo dove dei ragazzi stanno allestendo una mostra d’arte. Si tratta principalmente di grafica pubblicitaria, ma l’esibizione è arricchita da sfilate di (eccentrica!) moda, spettacoli di illusionismo, foto, etc. Gironzolo incuriosito fra i vari stand, tutti preparati da artisti giovanissimi, e mi accorgo ben presto di essere l’unico con la faccia non asiatica. Provo a fare qualche foto qui e li, come al solito con un po’ d’imbarazzo per il timore di disturbare, ma dopo un po’ mi fermano due giovani artisti chiedendomi se mi potevo fare una foto con loro. Gulp!
Scena non nuova questa ma che ogni volta mi sorprende. Così come io adoro farmi una foto con qualcuno molto diverso da me, lo stesso vale per “loro”. Ora sono io qui il diverso, e quindi oggetto di simpatiche attenzioni. 🙂

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Sfilata moda Hong Kong

Sfilata di moda

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Macao
Ex colonia portoghese, dal 1999 è passata alla Cina, proprio come Hong Kong due anni prima. Ci sono andato contento perché pensavo fosse qui possibile parlare anche portoghese, e fare così un piccolo “tuffo” indietro nei ricordi brasiliani. Negativo! Nessuno (dei giovani) lo sapeva parlare, l’unico portoghese si poteva leggere nei cartelli segnaletici bilingui (cinese/portoghese).
Centro storico interessante, la città però appare nel complesso trasandata e meno moderna della “cugina” vicina, Hong Kong. La “cura” inglese si rivela anche qui più efficace di quella dei paesi latini come Spagna e Portogallo (verso le loro colonie).

Una curiosità.
Da quando è passata ai cinesi, Macao è stata in gran parte “rivoltata” e si sono iniziati a costruire casinò su casinò. Nel 2006 il volume d’affari dei casinò di Macao ha superato quello della ex detentrice di questo titolo, l’americana Las Vegas.
Quest’anno hanno costruito una copia ingrandita del già enorme “The Venetian”, casinò di Las Vegas, costituito da una riproduzione di Piazza San Marco di Venezia con tanto di campanile e gondole che girano intorno (il The Venetian di Macao sarà il terzo edificio più grande del mondo per superficie coperta). Io ci son passato proprio il giorno prima dell’inaugurazione, prevista per il 28.08, alle ore 8 (i cinesi sono fanatici per il numero 8, anche le Olimpiadi inizieranno l’8.08.08!).
Pare ci sia la mafia cinese (che si chama “triade”) dietro tutti questi casinò, usati per riciclare denaro (voci sentite ad Hong Kong). Io ho fatto solo un breve giro all’interno di “Sands”, il più grande casinò del mondo, e ricordo che quando ho provato a fare qualche foto a tutto quel lusso sono stato subito ripreso (abbastanza seriamente) dalla vigilanza, tutti con certe brutte facce…

Sapete come si chiama la moneta di Macao? Pataca! 😀

Ciao!

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Macao centro storico

Il centro storico a Macao

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