Feb12007

(RIO DE JANEIRO/7) Le bellezze di Rio

Non si può chiudere il capitolo “Rio” senza citare le sue più famose attrazioni.
In primis il Corcovado, la collina in cima alla quale sorge l’imponente statua del Cristo. Le guide di viaggio asseriscono che la vista della città di Rio sia la più bella del mondo (seguita da San Francisco), e il posto migliore per constatarlo è proprio la cima del Corcovado. Tantissima gente presente, tanto che spesso bisogna fare i turni per fare le foto, ma poi quando si arriva al bordo del terrazzo si viene assolutamente ripagati. Da destra a sinistra lo sguardo passa dalla spiaggia di Ipanema a quella di Copacabana, a Botafogo, poi c’è il Pan di Zucchero, poi si vedono le tante favelas abbarbicate sulle ripide colline fino, all’estrema sinistra, il mitico stadio Maracanà, il più grande del mondo.

Rio De Janeiro, vista, baia guanabara

Rio De Janeiro, vista dal Corcovado

Seconda attrattiva in ordine di importanza è il Pan di Zucchero, anche se non si raggiunge qui lo spettacolo del Corcovado. In compenso però c’era uno spettacolo di ragazza brasiliana, praticamente perfetta, che ho provato a fotografare quando il suo ragazzo si girava, senza riuscirci però abbastanza da vicino.

Pan di zucchero, Rio De Janeiro

Pan di zucchero

Da citare poi il museo di arte contemporanea a Niteroi, cittadina contigua collegata con un lungo ponte, da apprezzare più per la sua architettura esterna (progettato da Oscar Niemeyer, architetto che disegnò Brasilia) che per le esposizioni interne (dei dell’antica Grecia).

Museo arte contemporanea Niemeyer

Museo arte contemporanea

Ma il vero spettacolo di Rio, ciò che da solo vale tutto un viaggio nella città carioca, è assistere agli spettacoli di samba e a come vi partecipano i brasiliani, cercando magari di farsi coinvolgere buttandosi in mezzo. E l’aver fatto una lezione privata di samba, tanto per imparare un minimo di passi base, mi ha aiutato.
Ho assistito a vari concerti di samba, sia nei bei locali di Lapa che nelle favelas (scuola di samba “Portela”), per finire con lo stupendo spettacolo al quale ho assistito l’ultima mia domenica a Rio, un saggio di una scuola di samba (Viradouro) tenutosi niente meno che nel famoso Sambodromo. Ora che il carnevale si avvicina, ogni week-end vengono effettuate le prove, gratuite, nelle quali vengono proposte le stesse danze e coreografie che verranno poi presentate al carnevale. L’unica differenza è che non ci sono i costumi, ma il vedere sfilare oltre 3000 bravissimi ballerini/e seguiti dalla “batteria” (400 – 500 percussionisti) che suona tanto forte da far tremare le gradinate, costituisce uno spettacolo emozionante. Al carnevale vero e proprio di Rio ho assistito 9 anni fa e ancor oggi ho uno splendido ricordo di quello spettacolo, a ragione considerato il più grande del mondo, sia per la bellezza che per i numeri: 14 scuole di samba che sfilano durante due lunghe notti, ognuna composta da 3000 – 5000 persone per un totale di circa 30000 persone sfilanti per notte, scatenatissime e coloratissime. Prima o poi devo ritornare a vederlo! E’ una di quelle cose che almeno una volta nella vita va vista, per cui se qualcuno è da quelle parti, a febbraio, si ricordi delle notti del 18 e 19, a Rio, nel Sambodromo. Ci si arriva con la metropolitana, e poi cento metri a piedi (a fianco ad una favela; quando ci son andato ho incontrato un argentino al quale avevano appena rubato la macchina fotografica: aveva sbagliato strada ed era entrato nella favela!). Dovrebbe essere anche in diretta via satellite (Rede Globo), ma dal vivo è ovviamente un’altra cosa.

Ballerina di samba, Brasile

Ballerina di samba

Le spiagge.
Copacabana e Ipanema le più famose, larghe e lunghissime, dove il fine settimana si riversa gran parte della città. La prima frequentata più dai turisti stranieri e dai brasiliani poveri, la seconda più dai carioca “in”, che si danno appuntamento sempre al “Ponto 9” (che altro non è che il cesso n° 9 della spiaggia, usato però come punto di riferimento). Bordate prima da una fila di palme da cocco e poi da alti alberghi (Copacabana) e alti palazzi (Ipanema), sono tuttavia delle belle spiagge, dalla sabbia bianca, l’acqua meravigliosamente gelida e le onde sempre alte (a volte anche pericolose).

spiaggia Copacabana, Rio De Janeiro

Spiaggia di Copacabana

Fantastico vedere le evoluzioni dei ragazzi che giocano a pallone in un gioco qui chiamato “Futvoley”, dove si gioca in un campo simile ai nostri di beachvolley ma si usa tutto (gambe, testa, spalle, petto) tranne mani e braccia.
Impossibile riposare in spiaggia. Primo perché se si è soli ci si può ritrovare solo con il costume al risveglio, e secondo perché all’incirca ogni 20 secondi passano brasiliani adulti, brasiliani bambini, ragazzi, bianchi, neri e verdi a vendere qualsiasi cosa (soprattutto bibite fresche, formaggio caldo e gelati “Italia”), e se si è distratti o si fa finta di esserlo si viene subito richiamati all’attenzione. Però a volte erano utili. Per esempio quando si arriva in spiaggia ne arriva subito uno a proporti ombrellone e seggiole, e se si accetta va a piazzare tutto dove gli viene indicato. Costo 4 R$ (1,40 euro) per tutto il giorno. Alla faccia dei nostri stabilimenti italiani, dove anche nel più misero si paga enormemente di più che a Copacabana, una delle spiagge più famose del mondo. E anche facendo la proporzione con il più basso costo medio della vita qui, viene sempre di meno. E c’è anche la doccia gratis!
Qualche coppia “improbabile” mi è capitato di vederla nelle spiagge (turista sessantenne e carioca ventenne, oppure gringo giovane e pallido e ragazzina nera) e fra l’altro spesso il Don Giovanni di turno parlava italiano, ma tutto sommato meno di quanto si pensi. Credo la situazione sia peggiore nel Nord-Est brasiliano piuttosto che qui nel Sud.

Ecco un video di 1 minuto ripreso alla fine di Copacabana da dove si vede l’intera baia. Notare i sempre presenti brasiliani che giocano a pallone e, in chiusura, il Pan di Zucchero

L’ultima giornata l’ho dedicata al Presidente-Safari, in quanto a Copacabana c’era una riunione dei Presidenti degli stati del Mercosul (quasi tutta l’America del sud) e mi son dilettato a fotografarli all’ingresso del Copacabana Palace. Alquanto “sudamericane” le misure di sicurezza, io son riuscito ad avvicinarmi ai vari Presidenti anche a meno di 2 metri e nessuno mi ha chiesto chi fossi e tantomeno perquisito. Il più timoroso e meglio protetto dalle guardie del corpo? Senza dubbio Alvaro Velez Uribe, presidente della Colombia. E’ vero che i guerriglieri colombiani sono forti e bene organizzati, ma è anche vero che in questo caso si può dire che “chi semina vento raccoglie tempesta”!

A tutto il capitolo poi delle varie conoscenze fatte qui a Rio dedico un post a parte!

Ciao!

3 comments to (RIO DE JANEIRO/7) Le bellezze di Rio

  • Gianni

    Che strano neanche nel video si vede una bella ragazza ahoo ti sto seguendo con piacere pero non ci sarebbe niente di male se ti sforzi un poco.Ciao Gianni

  • Anonimo

    uau, è un pò come se fossi già partita anch’io! e’ un vero piacere poter leggere i tuoi post ed ammirare le foto e i video casalinghi…

  • –> GIANNI
    Ok, cerchero` di impegnarmi di piu´. Qualche foto l´ho fatta ma devo trovare il tempo di riordinarle tutte. Troppe feste questi giorni al mare… 😀
    Ciao ciao, grazie!

    –> ANONIMO
    Grazie anonima, intuisco che stai per partire. Non potresti fare meglio, secondo me! 🙂
    Ciao!

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