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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Admin (del 09/11/2011 @ 18:52:55, in Blog, linkato 83 volte)
Attendere prego...  Sito in manutenzione (migrazione su WordPress). A presto!
Di Admin (del 25/01/2011 @ 00:15:14, in Blog, linkato 371 volte)
Dopo un mese esatto dalla fine dell'operazione, ho finalmente riorganizzato tutte le informazioni e foto sulla "Operazione regali natalizi per bambini di favelas colombiane", di cui avevo parlato nel precedente post.
Tanto tempo perchè, appena consegnati i regali, è arrivato il Natale che qui a Cali coincide con la grande FERIA DE CALI, un festival di 6 giorni interamente dedicato alla salsa (musica e ballo) in tutti i suoi aspetti. Concerti, conferenze, musei, show, sfilate e, naturalmente, tante feste! Non c'era tempo per null'altro
Ora però finalmente è pronto il report finale su tutta l'operazione, con anche l'album delle foto (il link è alla fine di questo post).
Come avevo scritto precedentemente, quest'anno abbiamo ripetuto un'iniziativa iniziata l'anno scorso, e devo dire che in questa seconda edizione il successo è stato ancora più grande dell'anno scorso per quanto riguarda fondi raccolti, bambini aiutati e gente che ha partecipato e aiutato.
Ed ecco cosa abbiamo fatto!
RACCOLTA FONDI
1) "Vaca" (colletta) Raccolta di donazioni volontarie effettuata qui a Cali fra amici e conoscenti. Racimolati 120.000 pesos (50 euro) + 70 regali
2) "Chocolatada" (cioccolatata) A casa di un'amica si è preparata una cioccolata e la si è venduta a chi partecipava a quella serata. Raccolti altri 120.000 pesos (50 euro) + 6 regali
3) Festa "Emborrachate por un niño" (ubriacati per un bambino) Abbiamo organizzato una festa in una discoteca, e il biglietto d'ingresso e una percentuale sulle bibite vendute sono state destinate all'operazione. Raccolti 193.000 pesos (80 euro) + 30 regali
4) Donazioni dall'Italia Sono rimasto un po' sorpreso che con un solo avviso su facebook e sul mio sito siano arrivate diverse donazioni. Totale raccolto: 240 euro
TOTALE FONDI RACCOLTI: abbiamo superato il milione!! 1.038.000 pesos (415 euro)
CONSEGNA REGALI
Dopo aver tenuto in conto varie opzioni, abbiamo scartato i quartieri troppo pericolosi e quelli in cui, purtroppo, la situazione dei bambini e degli abitanti è pesantemente compromessa (quartieri con alta incidenza di droghe/alcool/violenza, dove i regali che avremmo portato sarebbero stati sicuramente rivenduti poco dopo per ricavarci soldi per droga/alcool).
Con l'aiuto di alcune associazioni che già lavorano nei quartieri più poveri, abbiamo così individuato due scuole gestite da volontari, che conoscevano la vera situazione dei loro assistiti e quindi ci hanno indirizzato su chi più aveva bisogno.
Nella prima scuola abbiamo trovato 55 bambini e nella seconda quasi 200! Alla fine sono anche avanzati una quarantina di regalini, che sono stati all'ultimo momento destinati ad un'altra scuola bisognosa di una zona periferica di Cali. Un amico ci ha contattati proprio mentre rientravamo a casa con gli ultimi regali.
In tutto abbiamo distribuito regali a 275 bambini!
Bene, inutile dire che i bambini sono stati felicissimi! E, come ci ha spiegato una loro insegnante, il gradimento non era solo per i regali, ma anche per il tempo che abbiamo passato con loro, un intero pomeriggio in ogni scuola non solo a distribuire regali ma anche a giocare e ballare e raccontargli storie.
Sono avanzati un po' di soldi (311.000 pesos, cioè circa 120 euro) che alla fine si è deciso di destinare ad aiutare almeno alcune famiglie delle migliaia che hanno avuto gravissimi danni, qui in Colombia, a novembre/dicembre per le alluvioni causate dalle forti piogge. Sono morte tante persone a ancor di più sono quelle che hanno perso tutto. Compreremo beni di prima necessità.
Preciso che la comunità che qui a Cali ha partecipato e aiutato è il gruppo Couchsurfing, comunità presente in tutto il mondo, che si occupa di ospitalità gratuita e scambio di esperienze di viaggio e di vita
E ora via con le foto! Ho qui raccolto foto di ogni evento, la maggior parte foto mie e alcune altre passate da amici che hanno partecipato.
Qui sotto il link dell'album completo, e più sotto alcune delle foto più belle.
Ancora grazie a tutti quelli che hanno aiutato e/o partecipato!

FOTO OPERAZIONE REGALI NATALE 2010
Di Admin (del 25/11/2010 @ 05:36:26, in Blog, linkato 738 volte)
Prefazione
Tanto tempo senza scrivere.... Mi piace sempre ma non riesco a trovare il tempo per farlo. Nei 4 mesi in Italia non ho tempo per il troppo lavoro (lavoro solo 4 mesi però sono mesi molto intensi, spesso anche con 10 ore al giorno di lavoro), quando sono in viaggio non ho tempo perchè... sto viaggiando , e qui a Cali (Colombia), dove vivo gran parte dell'anno, fra le tante attività e impegni vari non riesco ugualmente a trovare tempo libero sufficiente per recuperare l'arretrato da trascrivere sul blog e per scrivere le novità.
Ma... un giorno ci riuscirò, ne sono sicuro!! 
Operazione regali natalizi per bambini di "favelas" colombiane
Quest'anno con gli amici colombiani di Couchsurfing ripeteremo un'iniziativa che iniziammo l'anno scorso e che, pur se modesta, ebbe un discreto successo: colletta di fondi per comprare regali (assai modesti!) da portare ai bambini che vivono in quartieri poveri e difficili di Cali (3^ città colombiana, con oltre due milioni di abitanti). Quartieri questi, purtroppo, anche molto violenti.
L'anno scorso, a parte versare quote personali, organizzammo alcune feste (le feste in America Latina hanno SEMPRE successo, he he!) con le quali alla fine raccogliemmo pesos sufficienti per comprare circa 200 regali. Tutti regali molto economici, comprati nei grandi mercati popolari, dal costo medio di 3000 pesos (1 euro) ognuno. Ovviamente tutti Made in China, visto che la Cina ormai ha invaso tutto il mondo con prodotti di basso costo (e bassa qualità), sud America compresa.
Alla fine però ci siamo bloccati di fronte alla grossa difficoltà di come entrare in queste "favelas" colombiane. Sono quartieri difficili e pericolosi, dove anche la Polizia ci pensa 2 o 3 volte prima di entrarci. Ed entrare con dei sacchi pieni di doni, pur se economici, non è facile nè per uno straniero, nè per i colombiani stessi. C'è il rischio, nella migliore delle ipotesi, di venire subito derubati!
Allora ci siamo dirottati in un paesino sulle montagne a circa 3 ore di distanza dalla città. Un povero paesino rurale, con bambini che fecero salti di gioia e lunghe file per assicurarsi il loro piccolo regalino, ma che comunque vivevano in condizioni migliori di quelle dei quartieri degradati della città. La maggior povertà, anche in Colombia, si ha nelle periferie delle grandi metropoli, mentre nelle campagne e nei piccoli paesi si vive meglio, con i campi coltivati che permettono di mangiare sempre qualcosa.
Quest'anno ripetiamo l'evento, iniziando ora con la raccolta di fondi per poi acquistare i regali e consegnarli ai bambini pochi giorni prima di Natale.
Questa volta però l'intenzione è di riuscire ad entrare in queste "favelas", dove più c'è povertà e necessità di aiuti. Stiamo cercando di contattare associazioni di volontariato o responsabili di comunità locali che ci permettano un ingresso sicuro e che anche ci aiutino nella distribuzione. La popolazione in quei quartieri è numerosa e i regali sicuramente non basteranno per tutti, quindi bisogna cercare di entrare solo in alcune zone, senza farsi notare da tutti i bambini del quartiere...
A che servono i regali di Natale?
Sicuramente non cambieranno il destino di quei poveri bambini, e neanche vogliono rappresentare una "contaminazione consumistica" in quartieri dove di consumismo se ne vede ben poco. Quei regalini rappresentano una piccola nota positiva e di speranza in quel mondo cupo e con così tanti problemi. Un gesto di affetto e di solidarietà che non può non lasciare almeno un piccolo segno positivo in loro.
Novità di quest'anno
L'anno scorso i regali son stati comprati con solo offerte di amici colombiani. Offerte che, considerato il livello molto basso degli stipendi locali, più di un certo tanto non siamo riusciti a raccogliere. Quest'anno voglio provare a vedere se in Italia si riesce a raccogliere un aiutino 
Il costo medio di ogni regalino è 3500 pesos, che corrispondono a circa 1,40 euro. Altri 0,40 euro se ne vanno via per le spese amministrative di PayPal (sicurissimo e già collaudato mezzo di pagamento via internet) e per le commissioni di cambio.
Totale: 1,80 euro. Costo di ogni regalino che consegneremo. Cifra abbastanza contenuta. CONCLUSIONI
Vuoi partecipare? Versa il tuo 1,80 euro e farai felice un bimbo colombiano! Se poi ne vuoi fare felici due, la quota sarà di € 3,60....
Come fare? Clicca sul bottone "Donazione" alla fine del post, ed entrerai nella pagina dedicata di PayPal. Si può pagare con qualsiasi carta di credito, compresa la ricaricabile PostePay.
Fidarsi? Per chi mi conosce, garantisco io! Per gli altri... fidatevi pure, non si ruba mai ai bambini. Dell'evento comunque ci sarà un resoconto qui sul blog, completo anche di tante foto. Nel frattempo, puoi dare un'occhiata alle foto dell'anno scorso, quando consegnammo circa 200 regali.
Nella versione facebook dello stesso album, ci sono anche vari commenti.
Bene, non resta che salutare tutti, grazie per l'attenzione e saluti da Cali!

Pietro
(Per effettuare donazioni, clicca qui sotto)
Di Admin (del 04/01/2010 @ 23:41:31, in Blog, linkato 644 volte)
"Dobbiamo essere felici ogni giorno per ciò di veramente importante che abbiamo (la vita, la salute) e che spesso scordiamo, piuttosto che ricercare felicità effimere in altri aspetti della nostra vita (per esempio beni materiali) che invece sono solo temporanei e ci causano solo stress". Sciamano Maya, cerimonia del fuoco, Cali (Colombia), 04.01.2010, 4:30 am. Cerimonia del fuoco per la salute e la guarigione di un nostro amico inglese, Daniel Eley, che per un tuffo in un fiume pochi giorni fa, ora rischia di essere quadriplegico. In questo momento lo stanno operando.

Il Calendario Maya
Di Admin (del 16/12/2009 @ 20:22:59, in Blog, linkato 1400 volte)
Quest'anno, per vari motivi, ho tralasciato l'aggiornamento del blog. Gli ultimi post che avevo scritto riguardavano il Nicaragua, dove mi trovavo 1 anno fa. Poi, dopo il rientro da quel viaggio (all’inizio di marzo di quest’anno), son seguiti 4 mesi di lavoro intenso (ok, intervallati da un mesetto di ferie… he he, lo dico sempre, lavorare fa male alla salute ), e poi dai primi di luglio sono ripartito per il mio ormai consueto viaggio di 8 mesi. Destinazione attuale: Colombia (e precisamente Cali, una delle tappe più piacevoli del viaggio precedente) per quasi tutti gli 8 mesi. Più giretti nei dintorni, ma senza spostarsi troppo come in passato.
Perché? Cosa cambia ora? Come si può passare dallo stare in giro da una parte all’altra del mondo, e ora rimanere fisso in un luogo (comunque all’estero)?
La risposta è semplice, anche se forse potrebbe non sembrarlo. Provo a dare qualche numero giusto per documentare la mia spiegazione.
Poco prima di partire per l’attuale viaggio ho fatto due calcoli e ho così scoperto che nello spazio di tempo degli ultimi due anni e mezzo, ho: viaggiato per 22 mesi, visitato 20 paesi, son salito su 57 aerei, percorso 38000 km circa in autobus e barche, fatto 13000 fotografie… e poi ho conosciuto centinaia e centinaia di persone (con molte delle quali sono ancora in contatto), visitato parchi e spiagge, montagne e città, piccoli villaggi, templi e musei, isolette, cascate, giungle, fiumi e oceani, fondali marini, feste in grandi metropoli e in piccoli paesini... di più credo non avrei potuto fare, nonostante le spesso lunghe pause in diverse tappe.
E così, dopo tante bellissime esperienze che però gradualmente diminuivano di intensità, può capitare che un giorno si arrivi davanti ad una (ennesima) bellissima cascata, e si pensa “Si, però l’altra che avevo visto in Argentina era più bella… e quella in Venezuela era più alta…”, oppure ascoltare una guida che ti propone un giro nella foresta amazzonica, e non morire dalla voglia di andarci (come accadde la prima volta) perché tanto ci si è già stati altre 3 volte. Sicuramente sarebbe stata un’altra bella esperienza, però l’entusiasmo iniziale era minore. Quel tempio buddista? Affascinante, bello da fotografare, però sarà il centocinquantesimo che visito… E poi, non ultimo, anche il lasciarsi dietro tante belle amicizie, sapendo che probabilmente non si sarebbero più incontrate, era spesso difficile.
Per cui, alla fine, è giunta ancora una volta la necessità di cambiare dal consueto, uscire da una nuova “routine” che pur se apparentemente meravigliosa alla fine rischiava di confermarsi appunto un’altra routine. Una routine da viaggio.
La nuova esigenza era ora di fermarsi da qualche parte (non in Italia, a parte per il lavoro, per non tornare alla routine precedente), in qualche luogo che già conoscevo e dove ero certo che si poteva stare bene, e crearsi un tessuto sociale fisso, anziché sparpagliato in 4 continenti.
Infine, per completare il tutto, si è aggiunta la conoscenza… di una cara ragazza che ha facilitato ancor più la scelta della sede!
Per cui eccomi qui a Cali, in Colombia, a passare i miei 8 mesi di libertà annuale!
La Colombia è uno dei paesi dell’America latina dove si sta meglio, in particolare per la cordialità e socievolezza della sua gente, aspetto che stride fortemente con la pessima fama che questo paese ha nel mondo. A parer mio è proprio la sua pessima fama una delle cause principali per cui la gente qui è particolarmente gentile e socievole con gli stranieri. I turisti che si “avventurano” (battuta!) ad arrivare qui non sono tantissimi in totale, e quindi la gente locale riesce ancora a non vederli, come accade in altre mete sudamericane più battute, come dei “portafogli ambulanti”, e rimane più spontanea e sincera.
Cali città calda tutto l’anno (35°C di giorno, 25 di notte), ma non afosa come le città della costa caraibica o pacifica. Caldo secco insomma, quindi piacevole. Sempre in maglietta e mai una giacca.
Altro aspetto per me non certo secondario è che Cali, oltre ad essere capitale mondiale di varie… ehm.. “cosette” (cocaina, silicone per le tette, ma anche belle donne), qui viene chiamata la “capitale mondiale della salsa” per la diffusione che questa musica e ballo hanno fra i suoi abitanti. Diverse decine di scuole professionali di salsa presenti, nonché tantissimi ottimi complessi musicali (Orquesta Guayacan, Grupo Niche, Son De Cali i gruppi più famosi). E poi centinaia e centinaia di discoteche sempre di salsa!! A Cali si può ascoltare salsa quando si sale su un bus, su un taxi, quando si fa la spesa al supermercato, quando si passeggia per strada, quando si fa colazione al bar, quando si nuota in piscina… insomma un po’ dappertutto!
Fra un paio di settimane infine ci sarà qui l’apoteosi della salsa, la manifestazione salsera più importante dell’America Latina, oltre che della città. La “Feria De Cali”, importante festival internazionale di salsa con concerti dei più famosi cantanti di salsa, esibizioni di ballerini, mostre e tutto ciò che riguarda la salsa e la sua cultura, evento che chiuderà l’anno di questa allegra città.
Ci fosse anche la spiaggia (e un po’ di violenza in meno…) sarebbe una città perfetta! Ma non si può avere tutto.
E quindi, dopo mesi e mesi di pausa-blog, chiudo qui questo post, augurando BUON NATALE e BUONE FESTE a tutti.
Un saluto da Cali, y hasta luego!
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Una piccola cascata vicino alla città
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Se non c'è il mare... ci sono le piscine
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Gli amici di couchsurfing
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Due indios nella festa di Halloween...
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31 Ottobre, festa di Halloween con il gruppo di amici colombiani
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Festival di salsa, esibizione dei vincitori
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Gli "alumbrados", le illuminazioni natalizie popolari in Colombia
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Di Admin (del 06/11/2009 @ 22:24:57, in Blog, linkato 523 volte)
Ed ecco il secondo “cd virtuale” sulla Salsa che si ascolta e balla a Cali (Colombia).
Queste sono più recenti, fresche fresche, appena uscite dalle mie orecchie che anche ieri le hanno ascoltate in pista! 
Buon ascolto!
Di Admin (del 28/10/2009 @ 04:44:58, in Blog, linkato 1073 volte)
(Ancora un paio di giorni e riparte il blog, fermo da troppo tempo )
Per la rubrica "MUSICA DAL MONDO", esce oggi il primo dei due "cd virtuali" sulla Salsa che si ascolta e balla a Cali, Colombia, dove mi trovo ora. Città che viene qui chiamata "Capital mundial de la salsa" perchè.... (leggere nella pagina) 
Il secondo CD uscirà fra alcuni giorni.
Sono quasi tutte salse nuovissime, uscite recentemente, che si ballano qui in questo 2009. Come sempre gratis! 
Buon ascolto!
Di Admin (del 03/09/2009 @ 04:35:54, in Blog, linkato 912 volte)
Breve intervento solo per pubblicizzare la vendita di un nuovo ostello qui a Cali. Il proprietario è un amico.Nel frattempo... continua la vita qui a Cali, nuova residenza semi-temporanea. A breve (più o meno...) gli aggiornamenti del blog.Ciao!
Di Admin (del 22/07/2009 @ 17:23:17, in Blog, linkato 441 volte)
Il blog è ormai "inchiodato" da diversi mesi, oltre ad essere in ritardo di ancor più mesi... Mi trovo ora in Colombia, e questa sera prenderò un bus per il vicino Ecuador. Al rientro dall'Ecuador (rientro in Colombia, mica in Italia!!  ), previsto per fine agosto, dovrei riuscire a "riavviare il motore del blog", ormai molto incrostato. Buon agosto a tutti!
 Pietro
Di Admin (del 01/04/2009 @ 16:21:38, in Blog, linkato 1135 volte)
(Brevi) cenni storici sul Nicaragua, a cura di travelbaila.it
Le fortune di molti paesi sono molto spesso le loro disgrazie più grandi. Vedasi il petrolio per l’Iraq, le risorse minerarie per molti paesi africani e… quelle naturali per il povero Nicaragua. E quali sono queste risorse?
Il gioiello del Nicaragua sono le sue acque interne. E’ attraversata infatti orizzontalmente dal fiume San Juan, navigabile dal mar dei Caraibi fino al lago di Nicaragua, enorme bacino acquifero che arriva fino a meno di 20 km in linea d’aria dall’oceano Pacifico. Sarebbe bastato tagliare quel pezzo di terra (tratto più corto di quello che si è poi tagliato a Panama) per creare quello che poi gli Stati Uniti hanno creato alcune centinaia di chilometri più a sud, e cioè un canale di congiunzione fra i due oceani, utilissimo per le navigazioni commerciali.
Quando quest’idea venne in mente ad uno dei diversi dittatori succedutisi in Nicaragua, agli inizi del 20° secolo, gli USA avevano già avviato il loro progetto a Panama e non gradirono l’iniziativa nicaraguense. Basti pensare che oggi le imbarcazioni, per poter attraversare il canale di Panama (fino a solo 9 anni fa di proprietà statunitense, ora invece finalmente di Panama) pagano una media di 30000 dollari per barca, con punte di oltre 300.000 $ per le grosse navi – container. Insomma, tanti soldi in ballo, motivo sempre più che sufficiente per alcuni governi per iniziare nuove guerre.
Prima incoraggiando e armando l’opposizione conservatrice interna, poi intervenendo direttamente con i marines nonché installando governi “fantoccio”, l’intervento americano non si concluse con il conseguimento dei diritti a vita sulla costruzione del canale in Nicaragua (che non volevano costruire, ma volevano che nessun altro lo facesse). Ormai il controllo del territorio gli faceva troppo comodo, per cui la CIA continuò a supportare i vari dittatori che si susseguirono (compresi i tre famigerati Somoza, padre + figlio + figlio). In compenso usarono il Nicaragua come base sia per gli attacchi al governo del Guatemala, sia per la (fallita) invasione di Cuba del 1961.
La “perla” finale del nefasto intervento americano in Nicaragua avvenne per merito di Ronald Reagan, negli anni ’80 il quale, dopo solo un paio di anni da quando i rivoluzionari di sinistra (i “sandinisti”, nome derivato da Augusto Sandino, importante rivoluzionario Nicaraguense) erano riusciti a sconfiggere l’ultimo dittatore e salire al meritato governo del paese, creò e finanziò uno spietato corpo militare di ex-soldati delle precedenti dittature e mercenari vari denominati “contras”. Le loro basi si trovavano nei 2 paesi confinanti, sempre sotto loro influenza: Costarica e Honduras.
La tremenda guerra fratricida che ne seguì finì solo nel 1989, sia per la vittoria militare dei sandinisti, sia per la scoperta dei fondi segreti (scandalo Irangate) che la CIA inviava ai contras, provenienti dalla vendita di armi all’Iran (oggi invece “paese canaglia”).
Sembrano storie vecchie e noiose (che qui peraltro ho molto sintetizzato) però sono sempre di estrema attualità. Un esempio (fra i tanti)?
(Da Wikipedia)
John Negroponte fu l’ambasciatore Usa in Honduras, proprio in quegli anni. Secondo non solo i suoi oppositori, ma anche importanti giornali come il New York Times, “condusse la strategia occulta dell’amministrazione Reagan per sconfiggere il governo sandinista in Nicaragua” (Ronald Reagan aveva il timore di un paese comunista in America Centrale). Durante il suo incarico le violazioni dei diritti umani in Honduras divennero sistematiche.
Per esempio fu il supervisore della costruzione di alcune basi di addestramento dei contras (addestramento da parte della CIA), basi dove in seguito alcuni scavi portarono al ritrovamento di centinaia di cadaveri, appartenenti non solo agli oppositori qui incarcerati e torturati ma anche a missionari americani.
Poi fu anche l’organizzatore della strategia del terrore e degli spietati squadroni della morte controrivoluzionari.
Una “chicca” recente.
John Dimitri Negroponte, secondo alcune teorie, è stato esplicitamente indicato come mandante dell'assassinio di Nicola Calipari, funzionario italiano del Sismi, in Iraq.
L’elenco delle sue malefatte sarebbe lungo, ma nonostante tutto John Dimitri Negroponte non è sparito dalla circolazione, né tantomeno è mai stato processato, anzi…. dove sarà mai finito???
Durante il governo di George W Bush, ricoprirà gli incarichi di ambasciatore USA presso l’ONU, poi ambasciatore USA in Iraq… (e, guarda caso, anche qui le torture non sono mancate – applicò infatti la stessa “opzione Salvador”, il metodo da lui usato in centro America), …e, infine, addirittura numero due del Dipartimento di Stato, vice di Condoleeza Rice (quindi fino a pochi mesi fa).
Conclusione
Fra i diversi dittatori susseguitisi in Nicaragua nell’ultimo secolo, la guerra civile, alcuni governi corrotti, il pesante zampino di altri paesi e un devastante terremoto nel 1972, il risultato è che oggi è il paese più povero dell’America centrale.
Molto diverso dal confinante Costarica che, non avendo avuto nessuna guerra importante ed essendo stato lasciato libero di utilizzare le sue risorse naturali, è diventato oggi il paese più benestante (sempre fra i grandi paesi) del centro America.

John Negroponte (il dentino nero è un omaggio personale )

Nicaragua, una via centrale
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