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Viaggiare rimanendo fermi: Cali, Colombia
Di Admin (del 16/12/2009 @ 20:22:59, in Blog, linkato 482 volte)
Quest'anno, per vari motivi, ho tralasciato l'aggiornamento del blog. Gli ultimi post che avevo scritto riguardavano il Nicaragua, dove mi trovavo 1 anno fa. Poi, dopo il rientro da quel viaggio (all’inizio di marzo di quest’anno), son seguiti 4 mesi di lavoro intenso (ok, intervallati da un mesetto di ferie… he he, lo dico sempre, lavorare fa male alla salute : - )), e poi dai primi di luglio sono ripartito per il mio ormai consueto viaggio di 8 mesi. Destinazione attuale: Colombia (e precisamente Cali, una delle tappe più piacevoli del viaggio precedente) per quasi tutti gli 8 mesi. Più giretti nei dintorni, ma senza spostarsi troppo come in passato.
 
Perché? Cosa cambia ora? Come si può passare dallo stare in giro da una parte all’altra del mondo, e ora rimanere fisso in un luogo (comunque all’estero)?
 
La risposta è semplice, anche se forse potrebbe non sembrarlo. Provo a dare qualche numero giusto per documentare la mia spiegazione.
 
Poco prima di partire per l’attuale viaggio ho fatto due calcoli e ho così scoperto che nello spazio di tempo degli ultimi due anni e mezzo, ho: viaggiato per 22 mesi, visitato 20 paesi, son salito su 57 aerei, percorso 38000 km circa in autobus e barche, fatto 13000 fotografie… e poi ho conosciuto centinaia e centinaia di persone (con molte delle quali sono ancora in contatto), visitato parchi e spiagge, montagne e città, piccoli villaggi, templi e musei, isolette, cascate, giungle, fiumi e oceani, fondali marini, feste in grandi metropoli e in piccoli paesini... di più credo non avrei potuto fare, nonostante le spesso lunghe pause in diverse tappe.
 
E così, dopo tante bellissime esperienze che però gradualmente diminuivano di intensità, può capitare che un giorno si arrivi davanti ad una (ennesima) bellissima cascata, e si pensa “Si, però l’altra che avevo visto in Argentina era più bella… e quella in Venezuela era più alta…”, oppure ascoltare una guida che ti propone un giro nella foresta amazzonica, e non morire dalla voglia di andarci (come accadde la prima volta) perché tanto ci si è già stati altre 3 volte. Sicuramente sarebbe stata un’altra bella esperienza, però l’entusiasmo iniziale era minore. Quel tempio buddista? Affascinante, bello da fotografare, però sarà il centocinquantesimo che visito… E poi, non ultimo, anche il lasciarsi dietro tante belle amicizie, sapendo che probabilmente non si sarebbero più incontrate, era spesso difficile.
 
Per cui, alla fine, è giunta ancora una volta la necessità di cambiare dal consueto, uscire da una nuova “routine” che pur se apparentemente meravigliosa alla fine rischiava di confermarsi appunto un’altra routine. Una routine da viaggio.
 
La nuova esigenza era ora di fermarsi da qualche parte (non in Italia, a parte per il lavoro, per non tornare alla routine precedente), in qualche luogo che già conoscevo e dove ero certo che si poteva stare bene, e crearsi un tessuto sociale fisso, anziché sparpagliato in 4 continenti.
 
Infine, per completare il tutto, si è aggiunta la conoscenza… di una cara ragazza che ha facilitato ancor più la scelta della sede!
Per cui eccomi qui a Cali, in Colombia, a passare i miei 8 mesi di libertà annuale!
 
La Colombia è uno dei paesi dell’America latina dove si sta meglio, in particolare per la cordialità e socievolezza della sua gente, aspetto che stride fortemente con la pessima fama che questo paese ha nel mondo. A parer mio è proprio la sua pessima fama una delle cause principali per cui la gente qui è particolarmente gentile e socievole con gli stranieri. I turisti che si “avventurano” (battuta!) ad arrivare qui non sono tantissimi in totale, e quindi la gente locale riesce ancora a non vederli, come accade in altre mete sudamericane più battute, come dei “portafogli ambulanti”, e rimane più spontanea e sincera.
 
Cali città calda tutto l’anno (35°C di giorno, 25 di notte), ma non afosa come le città della costa caraibica o pacifica. Caldo secco insomma, quindi piacevole. Sempre in maglietta e mai una giacca.
Altro aspetto per me non certo secondario è che Cali, oltre ad essere capitale mondiale di varie… ehm.. “cosette” (cocaina, silicone per le tette, ma anche belle donne), qui viene chiamata la “capitale mondiale della salsa” per la diffusione che questa musica e ballo hanno fra i suoi abitanti. Diverse decine di scuole professionali di salsa presenti, nonché tantissimi ottimi complessi musicali (Orquesta Guayacan, Grupo Niche, Son De Cali i gruppi più famosi). E poi centinaia e centinaia di discoteche sempre di salsa!! A Cali si può ascoltare salsa quando si sale su un bus, su un taxi, quando si fa la spesa al supermercato, quando si passeggia per strada, quando si fa colazione al bar, quando si nuota in piscina… insomma un po’ dappertutto!
 
Fra un paio di settimane infine ci sarà qui l’apoteosi della salsa, la manifestazione salsera più importante dell’America Latina, oltre che della città. La “Feria De Cali”, importante festival internazionale di salsa con concerti dei più famosi cantanti di salsa, esibizioni di ballerini, mostre e tutto ciò che riguarda la salsa e la sua cultura, evento che chiuderà l’anno di questa allegra città.
 
Ci fosse anche la spiaggia (e un po’ di violenza in meno…) sarebbe una città perfetta! Ma non si può avere tutto.
 
E quindi, dopo mesi e mesi di pausa-blog, chiudo qui questo post, augurando BUON NATALE e BUONE FESTE a tutti.

Un sa
luto da Cali, y hasta luego!

 Una piccola cascata vicino alla città
  
Se non c'è il mare... ci sono le piscine
  
 Gli amici di couchsurfing
  
 Due indios nella festa di Halloween...
  
 31 Ottobre, festa di Halloween con il gruppo di amici colombiani
  
 Festival di salsa, esibizione dei vincitori
   
 Gli "alumbrados", le illuminazioni natalizie popolari in Colombia