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Giu142008

Guida Hong Kong 2008

Guida Hong Kong 2008

Guida veloce su come arrivare e permanere ad Hong Kong (di seguito citata “HK”) senza farsi dissanguare, visti i prezzi più alti di gran parte degli altri paesi asiatici (sempre comunque più bassi di quelli italiani!).
Questa è la versione aggiornata, al 2008, dell’analoga “Trip Guida Hong Kong 2007”, da me scritta l’anno scorso sulla rivista online di viaggi “TripMagazine”.

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Hong Kong, da 11 anni diventata “Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong della Repubblica Popolare Cinese” (non più quindi sotto controllo britannico come nei precedenti 99 anni), fa parte integrante della Cina a tutti gli effetti, tranne quello amministrativo in cui ha completa autonomia e, non di poca importanza in quel paese, gode anche di una buona libertà di stampa.
E’ costituita principalmente dall’isola omonima (Hong Kong) e dalle zone di Kowloon e New Territories (attaccate alla terraferma). Seguono oltre 200 isole. Guida Hong Kong

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Guida Hong Kong - Cartina mappa

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VISTO D’INGRESSO
Uno dei pregi dell’autonomia di HK è, per noi, che non abbiamo bisogno del visto d’ingresso (come invece necessario per la “mainland” Cina) e all’arrivo ci viene concesso un permesso di soggiorno di 90 giorni (per turismo).

MONETA
1 euro equivale a 12 Hong Kong Dollars, quindi tutti i calcoli dei prezzi saranno per noi italiani abbastanza semplici (dividiamo per 10 la cifra in dollari e togliamo ancora qualcosa). In quanto grande e modernissima città d’affari, ci sono tantissimi ATM dappertutto, per cui venite pure senza contanti e prelevate dagli ATM anche con il bancomat (Cirrus-Maestro).

CLIMA
L’estate di HK corrisponde alla nostra italiana (luglio-settembre), ma è moooolto più calda e afosa. 25-35° C. di media con 80-90% di umidità, equivalgono ad un caldo quasi insopportabile. E’ consigliabile andarci nel periodo invernale (Ottobre-Marzo, 15-25° C) per poter girare per le strade più comodamente. D’altronde c’è da sottolineare il fatto che l’aria condizionata è presente praticamente in ogni locale chiuso, compresa la metropolitana e i suoi innumerevoli e lunghi sottopassaggi.

L’ARRIVO A HK
AEREO
Importantissimo scalo aeroportuale asiatico, quasi sempre ci si arriva in aereo.
Dall’aeroporto al nostro alloggio ci sono 3 principali vie di collegamento.

1) La più economica, ma comunque semplicissima, è l’autobus cittadino.
Uscire dall’aeroporto e dirigersi verso la fermata degli autobus (è molto grande, uscendo verso destra). Andare prima alla biglietteria li vicino ed acquistare il biglietto (dentro il bus non si può acquistare). Poi avviarsi alla fermata dell’autobus “A21, Airport Shuttle”.
Servizio attivo dalle 05:30 alle 24:00, un bus ogni 10 minuti, 40 minuti di viaggio, costo 33 HK$. Scendere poi alla fermata n° 13 (c’è un display luminoso dentro l’autobus che indica il numero di ogni fermata). Scenderete nella grande e centrale Nathan Road, vicino alla Citibank, nei pressi dell’alloggio. Dirigersi al n° 58 di Nathan Road, verso il grande edificio denominato “MIRADOR MANSION” (è vicino, basta seguire i numeri civici o chiedere in giro, è molto conosciuto).

2)    Airport Express (treno).
Lo sconsiglio perché, oltre a costare di più, anziché portarvi direttamente a destinazione dovrete scendere ad una fermata intermedia e prendere un altro autobus (gratis). Quindi anche se teoricamente ci dovrebbe mettere solo 25 minuti ad arrivare in centro, con il cambio di autobus e l’ulteriore viaggio alla fine ci si mette lo stesso tempo (o anche di più) del precedente autobus normale.
Servizio attivo dalle 05:50 alla 1:15, un treno ogni 12 minuti, 25 minuti di viaggio, costo 100 HK$ se si scende a Central, 90 HK$ se scendete a Kowloon, la zona dove c’è l’hotel che vi consiglio.
Scendere alla Kowloon Station e salire sull’airport shuttle bus K3 (gratis). Da quest’ultimo bus scenderete all’Holiday Inn Hotel e da lì siete sul retro dell’edificio Mirador Mansion. Arrivare quindi fino a Nathan Road n° 58, appena dietro l’angolo.

3) Taxi
Servizio attivo 24 ore, in taxi ci vogliono circa 30 minuti per un costo di circa 300 HK$. Farsi portare al Mirador Mansion, Nathan Road 58, Tsim Sha Tsui.

TRENO
Sia che arriviate da Shenzhen, Pechino o Shanghai, scendere all’ultima stazione di HK, East Tsim Sha Tsui (uscita M2). Da lì ci saranno un paio di centinaia di metri a piedi per Nathan Road n° 58 (una decina di minuti di cammino).

DA UN ALTRO POSTO QUALSIASI DELLA CITTA’
Se per non so quale strano motivo vi siete persi nel mezzo della città, o non avete resistito alla frenesia di fare shopping ancora con lo zainone nelle spalle, prendete la metropolitana (MTR) e scendete alla Tsim Sha Tsui Station (linea rossa), uscita D1. Il Mirador Mansion è alla vostra destra.

ALLOGGIO
Il Mirador Mansion, dove siete arrivati, è un edificio di 15 piani dove, dal 4 piano in su, ad ogni piano ci sono in media 3 o 4 piccole guest house, hotel o ostelli. Avrete quindi l’imbarazzo della scelta! Io ne ho visitato 5 o 6, per cui ve ne consiglio alcuni.
Se preferite la sicurezza di poter prenotare prima di partire (non ce n’è bisogno perché, come ho appena scritto, ci saranno almeno una trentina o più di alloggi solo in questo palazzo, e a fianco c’è un altro palazzone analogo, il Chungking Mansion, sempre con tante guest house) con siti tipo hostelworld.com :

-USA HOSTEL (13° piano), Tel. (+852) 23112523, fax: (+852) 2368 5241, e-mail kowloonnewhotel@gmail.com, indirizzo: 13F, Mirador Mansion, 58 Nathan Road, Tsim Sha Tsui, Hong Kong.
Costo posto letto in camera mista da 4: 142 HK$, aria condizionata, bagno in comune. Ostello non molto pulito, soprattutto i bagni, ma tutto sommato non male.

Alloggio da me consigliato:
– SANNY HOTEL, 10° piano (stesso palazzo), indirizzo 10F, Mirador Mansion, 58 Nathan Road, Tsim Sha Tsui, Hong Kong. Tel. (+852) 27218283 o (+852) 27218320, fax (+852) 27218283.
Camera singola molto piccola ma con bagno interno, molto pulita, acqua calda, aria condizionata, tv, telefono gratis per chiamate a fissi e cellulari di HK, servizio di internet in camera (con supplemento di 30 HK$ al giorno). C’è una finestra ma è buia, dà su un cortile chiuso.
Costo singola 150 HK$. La doppia costa invece 200 o 250 HK$ a seconda della grandezza. Supplemento per internet (30 HK$), scontato facendo sorrisini e complimenti alla receptionist cinese, e ogni tanto regalandole un cioccolatino e una piccola mancia (il capo però non lo sa).

Altra soluzione
– LILY GARDEN GUEST HOUSE, 5° piano, Mirador Mansion, 58 Nathan Road, Tsim Sha Tsui, Hong Kong. Tel. (+852) 26067778 o Cell. (+852) 98104087, fax (+852) 23664804,
mail  info@lilygardenguesthouse.com
All’arrivo rivolgersi al negozio n° 18 al piano terra. Stanze un po’ più spaziose delle precedenti, aria condizionata, tv, bagno interno, acqua calda, finestra verso la strada. Costo doppia (no singole) 190 HK$. Più vecchia, umida e meno pulita del precedente hotel.

MANGIARE
Ho girato tanti ristorantini nei pressi dell’alloggio, ma alla fine ho decretato il “vincitore”, dove infatti poi andavo quasi ogni giorno. “Vincitore” perché ha un vasto menù (con quindi molta scelta) scritto anche in inglese (pur se con molti errori 🙂 ) e con diverse foto, poi la cucina era veramente ottima e i prezzi buoni. E c’è l’aria condizionata!
Il personale parla uno scarsissimo inglese (come peraltro in tutti i ristoranti economici) ma con il menù in inglese si capisce bene tutto.
Il ristorante si chiama CHAN SHING KEE, ma così non lo troverete perché l’insegna è scritta solo in cinese. Allora uscite dal Mirador Mansion, uscita laterale destra, e siete su Carnarvon Road, andate a destra per circa 20 metri e prendete la biforcazione a sinistra (stessa via). L’indirizzo esatto è Carnarvon Road 6H. Ecco una foto dell’entrata:

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Ristorante Hong Kong.

Un piatto di riso con verdure, gamberetti, carne, etc costa 26 HK$, non si paga servizio e vi danno tè caldo gratis a volontà. Un piatto di noodles (spaghetti di riso) sempre condito ottimamente con uova, gamberetti, pollo, verdure cotte, salse varie, etc (slurp!) costa 30 HK$. Una bella bistecca di carne con patate fritte e verdure, con in omaggio una ciotola di un’ottima e piccante zuppa calda e un analcolico a scelta, costa 38 HK$.
I ristoranti più eleganti hanno prezzi uguali ai normali ristoranti italiani (pranzo da 150/200 HK$ in su), e i camerieri parlano meglio l’inglese.
Mance: nei ristoranti più cari ve le includono nel conto sotto la voce “servizio” (10-15%), in quelli economici no per cui è a vostra discrezione (apprezzano anche piccole mance).

VISTO PER LA CINA
Nel Mirador Mansion dove alloggiate, quasi ogni hotel offre il servizio “Visa China”, cioè possono andare a richiedere il visto per voi (naturalmente facendosi pagare). Ma se avete un po’ di tempo disponibile, e magari volete conoscere più da vicino la burocrazia cinese, è una cosa semplicissima che potete fare anche voi. Come?

Prendete la metropolitana (MTR) e scendete a “Wan Chai”, appena 2 fermate dopo il vostro hotel. Percorrete un lungo viadotto fino ad arrivare nei pressi della Immigration Tower.
L’indirizzo esatto dove andare è:
“The Ministry of Foreign Affair of the People’s Republic of China in the HKSAR”, 7th floor, Lower Block, China Resources Building, 26 Harbour Road, Wanchai, Hong Kong. Tel. (+852) 3413 2424.
Denominazione lunghissima, l’importante è che andiate in Harbour Road 26, ingresso al piano terra, a fianco al Central Plaza.
Orario di apertura: da lunedì a venerdì, 9-12 e 14-17
Bisogna portare il passaporto, una foto formato tessera (si può fare anche dentro l’ufficio, ma costa di più – 40 HK$) e… qualcosa da leggere, perché ci può volere da 1 a 2 ore di attesa. Si prende il numero e ci si siede ad aspettare. Gli impiegati parlano bene inglese e sono gentili. Vietato fare foto (a chi poi? :-)), è un edificio militare.
Costo: 150 HK$ se non avete fretta e potete aspettare il tempo massimo, 4 giorni lavorativi. Oppure si possono aggiungere altri 250 HK$ e il rilascio avviene in meno tempo, anche lo stesso giorno. I cittadini americani pagheranno 1000 HK$ in più (mi sembra giusto! :-)).
Dopo il rilascio, avete 3 mesi di tempo per entrare in Cina e 30 giorni di permesso di soggiorno dopo l’ingresso (visto per turismo). Ci sono tuttavia anche visti d’ingresso di diversa durata (e costo) e multipli (più di un ingresso/uscita).

COSA VEDERE A HK
Tutte le guide di viaggio riportano come attrazione n° 1 di HK “The Peak”, un mega palazzone posto in cima ad una collina dal quale ammirare il panorama della città, sia in versione diurna che notturna. Ci si arriva con un antico tram che risale le ripidissime pendici del colle.
Bisogna fare una fila di un’ora abbondante per salire sul tram, poi su la fila nella terrazza per poter scattare qualche foto dal bordo, poi un’altra ora di fila per riprendere il tram per tornare indietro. Quindi ci vogliono almeno 3 ore, questo però se non vi fermate qui e là nei 5 piani di shopping center (percorso obbligato!) che bisogna attraversare per arrivare al terrazzo in cima al palazzo.
Più veloce invece assistere, ogni sera di ogni giorno dell’anno alle 20:00, alla “Symphony of lights”, uno spettacolo di luci fra i grattacieli più alti della città. Il punto di osservazione migliore è a metà fra l’Avenue of Stars e l’HK Cultural Centre, entrambi all’inizio di Nathan Road, quindi a 10 minuti di cammino dal vostro alloggio (e tutto in fresco sottopassaggio!). Spesso il sabato aggiungono anche i fuochi artificiali, sempre sincronizzati con la musica. Spettacolari!
Altre attrazioni: Giant Buddha (la statua di Buddha seduto, all’aperto, in bronzo, più grande del mondo) a Lantau Island, diversi ottimi musei, templi, Disneyland per i più piccoli, shopping centre per i più grandi, il notturno Temple Street Night Market, etc. Dappertutto (se non avete una guida di viaggio) troverete brochure con elencato tutto ciò che si può visitare ad HK.

SHOPPING
Ad HK molti prodotti sono convenienti da acquistare anche perché non si paga l’IVA sugli acquisti, ma non pensiate che vi regalino la roba (nel senso che i prezzi non sono eccessivamente bassi). Articoli particolarmente convenienti: vestiario, profumi, elettronica in generale, orologi.

VITA NOTTURNA
Qui si incontra una nota dolente in quanto i costi della vita notturna equivalgono e superano quelli italiani. Cocktails, cene in locali particolari o con musica dal vivo e ingressi in locali da ballo non sono economici a HK.
La maggior parte della vita notturna si raccoglie in due grandi “ghetti”, il Lan Kwai Fong (scendere alla fermata “Central” della MTR) e “Soho” (non molto lontano). Qui è tutto un susseguirsi di bar, pubs, discoteche aperte tutta la notte di ogni giorno della settimana. L’unico “difetto” è il fatto che questi quartieri sono frequentati in maggior parte da turisti stranieri, i cinesi presenti qui sono pochi.

CONCLUSIONI
HK è una città decisamente interessante, un ottimo incontro fra cultura orientale e usanze tipiche di una moderna città occidentale. Popolo estremamente educato (frutto dell’educazione “inglese”, infatti si differenziano molto dai cinesi della “Mainland China”) e socievole, l’unico motivo che vi spingerà ad andare via saranno i suoi costi più alti di gran parte dei vicini paesi asiatici, oppure la scadenza del vostro biglietto aereo.

Buona Hong Kong a tutti! 😀

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Mag242008

Costi HONG KONG 2007

COSTI HONG KONG (2007)
(1 € = 10 HK$)

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ALLOGGI

SANNY HOTEL (10°piano Mirador Mansion, indirizzo nel prossimo post)
Camera singola, molto piccola ma con bagno interno, molto pulita, acqua calda, aria condizionata, tv, telefono gratis per chiamate a fissi e cellulari a HK, servizio di internet in camera (con supplemento di 30 HK$ al giorno). C’è una finestra ma è buia, dà su un cortile chiuso.
Costo singola 150 HK$, trattabili a 140 se si rimane oltre 3 gg. La doppia costa invece 200 o 250 HK$ a seconda della grandezza. Supplemento per internet (30 HK$) scontato facendo sorrisini e complimenti alla receptionist cinese, e ogni tanto regalandole un cioccolatino e una piccola mancia (il capo però non lo sa – e comunque era carina).

LILY GARDEN GUEST HOUSE (5° piano Mirador Mansion)
Stanze un po’ più spaziose delle precedenti, aria condizionata, tv, bagno interno, acqua calda, finestra luminosa. Costo doppia (no singole) 150 HK$. Più vecchia, umida e meno pulita del precedente hotel.

USA HOTEL (13° piano Mirador Mansion)
Posto letto in camera mista (dormitorio) da 4: 142 HK$, con aria condizionata, tv, bagno in comune. Ostello non molto pulito, soprattutto i bagni, ma tutto sommato non male.

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PASTI – BEVANDE

Pranzo: da 20 HK$ (ristorante economico) a 60 HK$ (ristorante medio)
Esempi:

  • Piatto di spaghetti di riso con gamberetti, uova, carne, verdure varie cotte, curry (vedi foto qui), 32 HK$;
  • Spaghetti di riso in brodo con verdure e carne, 20 HK$;
  • Piattone di riso con carne, 26 HK$;
  • Bistecca bovina con patate fritte e verdure cotte, servita con fette di pan carrè imburrate, zuppa calda piccante (buona!) di verdure e bevanda analcolica (vedi foto qui), 42 HK$.

Bibita (supermarket): 10 HK$
Lattina Heineken (supermarket): 8 HK$
Qualsiasi bibita in un pub del centro: cara!! (dai 50 HK$ in su)

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MEZZI DI TRASPORTO

Metro (MTR): costi a seconda del tragitto, da 4 HK$ a 12 o più.
Taxi: abbastanza economici. Esempio, da Central a Kowloon, 70 HK$.
Da aeroporto al centro città: vedi prossimo post (guida di Hong Kong).
Treno da Hong Kong a Guangzhou (Canton): 190 HK$.
Traghetto veloce da Hong Kong a Guangzhou (Canton): da 145 a 160 HK$.
Traghetto veloce per Macao: da 150 a 180 HK$.

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VARIE

Internet: 10 HK$ / 1 ora
Ingresso museo scienze: 25 HK$;
Ingresso museo arte: 10 HK$;
Ingresso Wetland Park: 30 HK$.
Lavanderia: 3 kg di roba, 30 HK$.
Spedizione pacchi postali per l’Italia:

  • 5 kg: via terra 202 HK$, via aerea 392 HK$;
  • 10 kg: via terra 261 HK$, via aerea 672 HK$;

Vedere anche il sito ufficiale delle poste www.hongkongpost.com

Rilascio Visa per Cina (Ufficio immigrazione): 150 HK$ con rilascio dopo 4 giorni lavorativi; 400 HK$ con rilascio in un giorno.

Ciao!

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20 dollari Hong Kong

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Mag192008

HONG KONG/6: le foto

Tolgo un po’ di polvere al blog inserendo le foto di Hong Kong (sempre del giro del mondo, non quelle della recente Pasqua).

Buona visione! 🙂

FOTO Hong Kong (126)

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Mag62008

HONG KONG/5: La riscossa dei Panda (ovvero, che salsa si balla nel mondo)

Questo è un post che riguarda solo la salsa, quindi probabilmente non di facile comprensione (o interesse) per chi la salsa non la conosce. Descrive la diffusione nel mondo dei due stili (molto diversi fra loro) di salsa che esistono in Italia: salsa cubana e salsa portoricana.

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L’anno scorso, in Sardegna, con i miei amici salseri nuoresi ci siamo soprannominati i “panda” della salsa in quanto, in Sardegna, la salsa portoricana viene ballata da un’esigua minoranza di persone. Ogni volta che andavamo in una qualsiasi discoteca, quando andava bene vedevamo che oltre il 90% dei salseri ballava salsa cubana, quando invece non andava bene noi eravamo i soli che la ballavamo. Ci assomigliavamo quindi a dei panda in quanto… in via di estinzione!! 😀

Questo accade non solo in Sardegna ma un po’ in tutta Italia, particolarmente da Roma in giù. Anche se pare che nel Nord i due principali stili di salsa siano in parità o quasi (non ho notizie certe), non solo nelle piste ma anche nei tanti stage a livello nazionale a cui ho partecipato accadeva sempre che ci fossero più iscritti nella salsa cubana, e di conseguenza più corsi. Insomma, un successo innegabile.

Poi sono partito per questo lungo viaggio, e fra le altre cose che ho fatto sono anche andato, qui e là, a ballare salsa.

E ho scoperto tutto un altro mondo! 😮

Auckland (N.Zelanda), Sydney e Melbourne (Australia), Singapore, Hong Kong (Cina) e, ultima tappa, Hanoi (Vietnam). In tutte queste città in cui ho trovato grandi comunità di salseri, al 99% si balla uno stile solo di salsa: Los Angeles style. La salsa cubana è assolutamente assente, i pochi che ho visto ballarla erano stranieri, cioè persone non originarie delle città in cui ero. Esattamente qualche francese, qualche italiano e un tedesco.

La L.A. style asiatica però è molto “soft”, cioè non è veloce e frenetica (e spettacolare) come quella che si vede ballare in Italia. Diciamo che le figure sono da L.A. style, ma i ritmi sono più da portoricana o N.Y. style. Per cui a me andava benissimo ballarci! 😀

Ho dato uno sguardo in qualche forum di salsa asiatico, e qui i dubbi e i dibattiti non sono, come da noi, fra la salsa cubana e la salsa portoricana, tipo “ma è meglio questa o quella… che differenza c’è fra la cubana e la portoricana…etc”, ma solo ed esclusivamente fra la salsa L.A. style e la salsa N.Y. style (tutti stili “in linea”, così come la portoricana). La cubana non esiste proprio, anche i pochi neri che ho visto, di solito di origine africana, ballavano L.A. style.

In uno di questi forum un giorno ho trovato un interessante intervento di un esperto di salsa che elencava i diversi stili ballati nel mondo. E, a grandi linee, così descriveva la salsa ballata nel mondo:
– Asia e Australia: qui è più diffusa la L.A. style (confermo);
– Nord America: le zone sono divise verticalmente in due: costa est, prevalenza di N.Y. style (appunto dal lato di New York) e west coast con prevalenza di L.A. style (infatti il lato della California). La cubana è presente solo al sud dove ci sono grandi quantità di immigrati cubani (come in Florida);
– Europa: qui compare la salsa cubana, ballata in prevalenza al sud. Alcuni francesi che ho incontrato mi hanno confermato che in Francia è come in Italia: prevalenza assoluta di cubana.

E quindi?

E quindi ho rivalutato il peso delle due salse. Da salsa “in via di estinzione”, la portoricana per me si è trasformata nella salsa più ballata al mondo (nella versione L.A. style, che comunque è compatibile con la portoricana).

Per cui, nell’auspicabile attesa che uno impari entrambi i maggiori stili diffusi in Italia (cubana e portoricana):
– chi balla solo cubana, all’estero può trovare pane per i suoi denti soprattutto in Europa del sud, Usa del sud e Cuba. Negli altri paesi caraibici si balla un genere di salsa imparato per strada, con zero figure e tanto contatto corpo/corpo. Piacevole i primi 30 secondi ma poi noiosissimo (per noi europei). Negli altri paesi del mondo può solo sperare di trovare un altro “cubano” che è in viaggio come lui;
– chi invece balla portoricana… tutto il resto del mondo! (Asia, Oceania, Nord America + Argentina, Europa).

E in una città in assoluto ho trovato uno stupendo ambiente salsero: Hong Kong, Cina. Per 3 motivi:
1) i cinesi (e le cinesi) sono socievolissimi con gli stranieri occidentali, tante volte le ragazze hanno fatto la fila per invitarmi anziché andare io a invitare loro. Esattamente il contrario di quello che accade in Italia;
2) le cinesi sono basse di statura e di corporatura esile per cui, se si aggiunge che avevano le basi da L.A. style, ci voleva pochissimo per farle girare come trottole! 😀
3) le cinesi mentre ballano ti guardano (quasi tutte) fisse negli occhi, cosa che si dovrebbe fare un po’ di più da noi in Italia. Lo sguardo, a parer mio, fa parte integrante del ballo di coppia, a prescindere dalle simpatie o antipatie.

Ad Hong Kong ci tornerò di sicuro un giorno, e solo per ballare salsa! 🙂 (Ok, già fatto a Pasqua scorsa… ma non finisce qui!).

E, guardacaso, di quel simpatico mammifero che è il panda, i pochi esemplari rimasti al mondo sono quasi tutti… in Cina! 😀

Ciao ciao, buona salsa (qualunque sia) a tutti!

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Lydia Hong Kong

Con una maestra di salsa cinese

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Apr272008

HONG KONG/4: un mese per caso

Ad Hong Kong, nel mio itinerario di viaggio preparato prima di partire e scritto… nell’acqua, avevo programmato di fermarmi 4 o 5 giorni, il tempo necessario per richiedere il visto per la Cina. Invece poi, una volta arrivato, sono ripartito… un mese dopo! E questo nonostante i costi di questa bella città siano più alti degli altri paesi asiatici vicini (ma comunque più bassi dell’Italia).

Perché?

La salsa
I motivi sono tanti, ma quello principale riguarda senza dubbio la mia seconda passione (dopo i viaggi): la salsa. Il prossimo post sarà dedicato esclusivamente a questo ballo, ma qualcosa la posso scrivere anche qui.
Ogni volta che parlo della salsa in Asia molti si meravigliano, pensando che questo sia un ballo diffuso esclusivamente in America latina, e più recentemente in Europa. Invece la salsa è presente anche in Asia e Oceania, e in genere in quasi tutte le capitali del mondo. Più precisamente posso dire che si ritrova nei paesi ricchi o nelle 2 o 3 città più importanti di ogni paese, dove appunto risiedono solitamente le persone più agiate. Questo perché per impararla è necessario frequentare a lungo delle scuole o corsi che, al pari di altre arti o sport (che so, tennis, pianoforte, danza classica, etc) hanno i loro costi.
Così in Vietnam è presente ad Hanoi e Ho Chi Min City, mentre è assente nel resto del (povero) paese. In Thailandia solo a Bangkok, e così via.

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Salsa Hong Kong

Una ballerina di salsa (a sinistra!)

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Ad Hong Kong, il primo aspetto in proposito che mi stupì (piacevolmente) fu che qui le ragazze invitavano spesso, e a volte facevano anche la fila per invitarmi! Per chi non conosce la salsa (e i balli in generale), da noi l’usanza (pessima usanza!) vuole che sia l’uomo ad invitare la donna, la quale poi (in Italia in particolare, paese con grande diffusione di “dive”) non poche volte “se la tira” e rifiuta l’invito. Ad Hong Kong questo non succedeva mai.
Ricordo con piacere una sera, in un club di salsa, dove vidi una ragazza cinese bellissima, alta, sembrava uscita da una rivista di bellezza, la quale, per di più, ballava stupendamente. Provai, un po’ timoroso, ad invitarla e lei, con un grande sorriso, accettò subito, e più tardi mi concesse anche il bis. Chiesi in giro e mi dissero che era una ballerina professionista che lavorava a Disneyland (qui ad Hong Kong). Bè, posso dire che quei due balli da soli valevano tutto il mio viaggio ad Hong Kong! 🙂

Gli amici
E poi, grazie alla salsa (ma non solo), ho fatto tante amicizie (e pensare che prima di arrivare in Cina pensavo fosse difficile socializzare!). Fra le tante persone conosciute, ricordo: tantissimi ballerini/e di salsa, con i quali dopo i balli si usciva insieme a cenare (alle 2 di notte); Ilan, israeliano alla fine del suo giro del mondo di 2 anni; Luca, italiano che lavora qui da 7 anni; due simpatici romani che son venuti qui a comprare imitazioni di Ipod da rivendere in Italia su eBay; un paio di insegnanti inglesi di inglese; etc. etc. Gli ultimi giorni infine ho conosciuto una ragazza cinese, Jonie, che nel suo tempo libero mi ha scorrazzato per la città e dintorni con la sua vespa: un pomeriggio in spiaggia (non era granché il mare, ma nel vicino bar la domenica pomeriggio… si ballava salsa! :-)), una visita ai “New Territories” (zona periferica di Hong Kong senza grattacieli, con case basse e spaziose, poco traffico, gente che pesca sul lungomare, silenzio e quiete – un luogo quasi irreale per Hong Kong, sempre affollata di persone in continuo movimento), un giorno a Macao, una sera ad un Karaoke (in Asia popolarissimo), un altro giorno a visitare la sua scuola di hip-hop, etc.
Ogni volta che, ancor oggi, quando mi capita di parlare con qualcuno sul giro del mondo, spesso mi sento dire:”Ma da solo non ti annoiavi?”, mi viene da ridere! 😀
Jonie, come molti cinesi di Hong Kong, parlava un perfetto inglese, aveva una laurea presa in Inghilterra, un buon lavoro (con stipendio più alto della media italiana, però con solo due settimane di ferie!) e mi ha dato tante interessanti informazioni su Hong Kong e sui cinesi. Come ho già scritto tante volte, è piacevole parlare con persone istruite di altri paesi: nonostante l’enorme differenza di usanze e cultura, ci si capisce subito. Ricordo sempre i “salti mortali” che dovevo fare in Brasile per spiegare o parlare di alcuni argomenti (ne avevo parlato qui). E Hong Kong è la città ideale per entrare in contatto con la cultura cinese, perché via di mezzo fra l’antica cultura orientale e le modernità di una città simil-occidentale.

Dopo aver rinviato la partenza più di una volta (questo fatto mi ricorda tanto il Brasile!), arriva il giorno in cui finalmente mi decido e saldo così il conto dell’hotel, mi informo sui treni del giorno dopo, preparo lo zaino e, per chiudere in bellezza, vado all’ultima serata di salsa. Ma poi fra club di salsa, altri pub nei dintorni, giri con gli amici, ristorantino etc., rientro in camera… alle 8 di mattina! Rinvio così ancora di un giorno, che poi si trasforma in un’altra settimana 🙂

Hong Kong…. chi l’avrebbe mai detto. E ci sono anche finito per caso, dato che è stata una tappa aggiuntami dall’agenzia di viaggio per far combaciare altri voli. Anche questa volta il caso mi ha regalato una felice tappa, più di altre tappe programmate in anticipo.

Il diverso
Non sono pochi qui gli occidentali presenti, ma se si esce dai soliti giri (vie e luoghi centrali), tutto cambia.
Un giorno, rientrando dagli uffici dell’ufficio immigrazione, provo a cambiare strada così tanto che dopo un po’ mi perdo e, non so come, finisco in un moderno palazzo dove dei ragazzi stanno allestendo una mostra d’arte. Si tratta principalmente di grafica pubblicitaria, ma l’esibizione è arricchita da sfilate di (eccentrica!) moda, spettacoli di illusionismo, foto, etc. Gironzolo incuriosito fra i vari stand, tutti preparati da artisti giovanissimi, e mi accorgo ben presto di essere l’unico con la faccia non asiatica. Provo a fare qualche foto qui e li, come al solito con un po’ d’imbarazzo per il timore di disturbare, ma dopo un po’ mi fermano due giovani artisti chiedendomi se mi potevo fare una foto con loro. Gulp!
Scena non nuova questa ma che ogni volta mi sorprende. Così come io adoro farmi una foto con qualcuno molto diverso da me, lo stesso vale per “loro”. Ora sono io qui il diverso, e quindi oggetto di simpatiche attenzioni. 🙂

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Sfilata moda Hong Kong

Sfilata di moda

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Macao
Ex colonia portoghese, dal 1999 è passata alla Cina, proprio come Hong Kong due anni prima. Ci sono andato contento perché pensavo fosse qui possibile parlare anche portoghese, e fare così un piccolo “tuffo” indietro nei ricordi brasiliani. Negativo! Nessuno (dei giovani) lo sapeva parlare, l’unico portoghese si poteva leggere nei cartelli segnaletici bilingui (cinese/portoghese).
Centro storico interessante, la città però appare nel complesso trasandata e meno moderna della “cugina” vicina, Hong Kong. La “cura” inglese si rivela anche qui più efficace di quella dei paesi latini come Spagna e Portogallo (verso le loro colonie).

Una curiosità.
Da quando è passata ai cinesi, Macao è stata in gran parte “rivoltata” e si sono iniziati a costruire casinò su casinò. Nel 2006 il volume d’affari dei casinò di Macao ha superato quello della ex detentrice di questo titolo, l’americana Las Vegas.
Quest’anno hanno costruito una copia ingrandita del già enorme “The Venetian”, casinò di Las Vegas, costituito da una riproduzione di Piazza San Marco di Venezia con tanto di campanile e gondole che girano intorno (il The Venetian di Macao sarà il terzo edificio più grande del mondo per superficie coperta). Io ci son passato proprio il giorno prima dell’inaugurazione, prevista per il 28.08, alle ore 8 (i cinesi sono fanatici per il numero 8, anche le Olimpiadi inizieranno l’8.08.08!).
Pare ci sia la mafia cinese (che si chama “triade”) dietro tutti questi casinò, usati per riciclare denaro (voci sentite ad Hong Kong). Io ho fatto solo un breve giro all’interno di “Sands”, il più grande casinò del mondo, e ricordo che quando ho provato a fare qualche foto a tutto quel lusso sono stato subito ripreso (abbastanza seriamente) dalla vigilanza, tutti con certe brutte facce…

Sapete come si chiama la moneta di Macao? Pataca! 😀

Ciao!

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Macao centro storico

Il centro storico a Macao

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Apr202008

La versione cinese sul Tibet

Voglio segnalare un video che sta girando su internet, che espone il punto di vista sul Tibet della stragrande maggioranza (non molto lontano dal 100% credo – tibetani esclusi) dei cinesi. Mi è stato inviato qualche giorno fa su facebook da una mia amica cinese di Hong Kong, città che, nonostante la buona libertà di informazione che ha, le vere notizie sul Tibet non vengono tanto divulgate, credo non per limiti all’informazione ma perchè la popolazione, sentendosi cinese (anche se “a singhiozzo”), sembra non gradire questo argomento.

Quando ho provato a parlarne con alcune persone, proprio lì ad Hong Kong, il più delle volte i toni si accendevano subito (da parte loro) e sentivo fastidio per le nostre “intromissioni” occidentali.

Il video c’è anche su youtube, ed è questo (è in inglese) ….

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Dopo aver visto il video (fra l’altro anche molto volgare e astioso) ho subito replicato alla mia amica il mio parere, provando a farle capire meglio il “nostro” punto di vista e di come l’informazione sul Tibet che si riceve ad Hong Kong, per non parlare di quella che c’è nella “mainland” Cina, non sia completa.

Nelle mie repliche citavo proprio il felice esempio di Hong Kong, da solo 10 anni parte integrante della Cina però con ampie autonomie di governo locale, stampa, economia, moneta.

Perchè il Tibet non potrebbe, pur rimanendo dentro lo stato cinese, diventare autonomo come Hong Kong?

Stesso paese, regole e autonomie diverse, libertà su tanti aspetti anche della vita sociale, oltre che religiosa (davanti al mio hotel c’era una moschea) e culturale. E poi ho citato la dura repressione in Tibet, i presunti miglioramenti effettuati dal governo cinese (il famoso treno???!), le povere condizioni di vita dei suoi abitanti, l’esempio molto simile della vicina Birmania nella quale son stato, il parere unanime di ormai gran parte del mondo sui diritti umani in Tibet (e in Cina), il fatto che citare gli errori dei nostri paesi occidentali non sminuisce le colpe del governo cinese, e poi piazza Tienanmen…. bla bla bla. Le ho esposto la mia versione su quei “6 punti” citati nel video, senza astio e sapendo di toccare il famigerato orgoglio nazionale, che tanti danni fa e non solo in Cina. Per questo le ho anche elencato tutti gli aspetti della cultura cinese e del suo grande paese che mi affascinano tanto.

Se lei che è molto intelligente, di ottima cultura e ragionevole come gran parte dei cinesi di Hong Kong, alla fine, pur con tanti distinguo, ha convenuto che forse doveva informarsi meglio sul Tibet (dicendomi però anche a me di fare lo stesso sulla Cina in generale), con altri cinesi di Hong Kong non sono arrivato allo stesso risultato e, se si oltrepassa il confine fra Hong Kong e la vera Cina (c’è un confine vero e proprio, e l’afflusso dei “veri” cinesi viene limitato, esattamente il contrario di quello che accade in Tibet, dove viene incentivato), la cosa diventa praticamente impossibile.

Ho letto tanto sul Tibet ultimamente, ma uno degli interventi più azzeccati, a parer mio, è quello che ho letto sul sito di PeaceReporter, sito che periodicamente consulto per la oggettiva obiettività di vedute su tanti problemi del mondo, spesso infatti non in sintonia con le versioni che leggiamo sui media più diffusi.

Chi ha interesse a leggerlo, l’articolo è questo…
www peacereporter net/dettaglio_articolo.php?idart=10756
(Link non più funzionante, pare abbiano rifatto il sito e i vecchi post sono irragiugibili… peccato – Disattivo il link…)

Fra l’altro, è di oggi la notizia che in Cina si stanno propagando sempre più le manifestazioni anti-occidentali, diametralmente opposte a quelle occidentali contro la Cina.

La politica rovinerà il mondo! 🙁

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