Dic42006

(Buenos Aires/2) America Latina

Buenos Aires, capitale del tango e delle bistecche. Ok, sono i classici stereotipi argentini, però in effetti quando si passeggia nel centro non si rimane a lungo senza sentire le melodie romantiche del tango nonché l’inconfondibile aroma della carne arrosto.
Questo pasto……

carne argentina

(bistecca di bovino – “lomo”, la parte più pregiata – più patate fritte e ½ bottiglia di eccellente vino rosso) in un ristorante in una piazza centralissima, l’ho pagato 6 euro, e spostandosi di appena 2 isolati lo stesso pasto costa 3 euro (con vino sfuso). E la carne è ottima, come solo quella argentina può essere. I bovini infatti qui scorrazzano nelle immense praterie della Pampa, mica stanno rinchiusi in stalla ad annoiarsi come da noi.
I prezzi sono un’altra cosa che attira subito l’attenzione. Dopo la crisi economica argentina del 2001, che in poche settimane ha svalutato la moneta locale di oltre il 70%, da paese più caro del sud America l’Argentina è diventato uno dei più economici. Ogni cosa costa ora mediamente un quarto rispetto all’Italia, ma spesso anche meno. Si può dire che i prezzi hanno un valore nominale simile al nostro (esempio: cena in pizzeria, pizza + bottiglia di birra, 10-12 pesos, da noi 10-12 euro; una corsa in taxi in una grande città 10-20 pesos, da noi 10-20 euro (Roma esclusa!!!) ), però tenendo conto che con 1 euro escono 4 pesos, allora tutto va diviso per 4. E tutto costa poco! 😀
Altra cosa che, con piacere, noto quasi subito è la sicurezza generale che si avverte. Confrontando Buenos Aires con le altre capitali sudamericane già visitate, c’è un abisso. Sembra di essere in Europa. Mi è capitato di rientrare in ostello alle 4-5 di notte, da solo, senza avvertire il minimo timore, e per di più incontrando anche donne sole a piedi, oppure di vedere uomini in abito elegante e valigetta 24 ore in giro dopo mezzanotte a piedi, cosa impensabile per esempio in una metropoli brasiliana. Nonostante ciò c’è sempre tanta polizia in giro, fissa nelle piazze e agli angoli delle vie principali, anche di notte. Sarà per dargli lavoro! Ovviamente anche qui (come in tutta l’America latina) non mancano i quartieri di chi vive ai margini della società civile (denominati “villa miseria”, equivalenti alle “favelas” brasiliane) dove è meglio non andare né di giorno né di notte (ma io ci son andato! Più avanti ne parlo), ma sono distanti dal centro.

E poi è sicuro anche perché qui non si viene riconosciuti come turisti, la popolazione è quasi completamente bianca con l’eccezione degli immigrati boliviani e peruviani. Gli argentini infatti in gran parte discendono dagli immigrati europei del secolo scorso, fra i quali i più numerosi erano proprio gli italiani (l’Argentina è lo stato dove ci son più italiani, dopo l’Italia). Per cui camminando per strada sembra di essere in una città italiana o spagnola (stesse facce, abiti simili) e ci si può facilmente mescolare con i passanti.
Buenos Aires quindi è la porta ideale per chi non è mai stato in America latina e vuol iniziare a conoscerla gradatamente, senza i timori che invece si possono avvertire negli altri suoi stati.
C’è qualche eccezione però. L’altra notte hanno rubato la borsetta ad una ragazza in un ristorante di S. Telmo, il quartiere antico dove sto alloggiando, nonostante fosse scortata da diverse guardie del corpo. La ragazza era… la figlia di Bush! Ma questa è solo la dimostrazione scientifica che la stupidità è genetica: tale padre, tale figlia.

Ma cosa si può fare a Buenos Aires?
Bè, oltre a mangiare tante bistecche (è inutile, non riesco a stufarmi) e bere dell’ottimo vino (insieme a quello cileno sono i migliori vini sudamericani) ci sono una serie di musei da visitare, più o meno interessanti a seconda dei gusti. Io ho trovato interessante quello del tango, che è pur sempre un ballo latino e caratterizza fortemente la storia e cultura argentina. Ho trovato molto carismatico il suo rappresentante più illustre, Carlos Gardel, francese cresciuto in Argentina e poi morto in un incidente aereo a 44 anni, proprio all’apice del suo successo, a Medellin, in Colombia. E’ proprio lì un anno fa che lo “incontrai” per la prima volta, incuriosito dal fatto che Medellin fosse l’unica città caraibica dove era diffuso il tango. La sua morte infatti fece così scalpore che fra la salsa colombiana si fece rapidamente spazio il tango, ballo completamente diverso. Anche morendo Gardel lasciò il segno!

Carlos Gardel

Ho così poi visitato anche la sua casa-museo, scoprendo come un secolo fa una persona equivalente ad un miliardario dei giorni nostri vivesse in una casa abbastanza modesta, simile a quella di mia nonna che miliardaria non era. Un’altra dimostrazione del fatto che con il passare degli anni aumentano sempre più le diseguaglianze sociali.
(E via, un po’ di attualità ci vuole, non posso scrivere solo cretinate! 😉 )
In un recente rapporto delle Nazioni Unite è stato scritto che negli ultimi 40 anni in America Latina la povertà non è affatto diminuita ma è invece aumentata, arrivando ora al 45%, e particolarmente dal 1980 (quando era al 40%) in poi, anno in cui è entrato in funzione il Fondo Monetario Internazionale che ha introdotto i rigidi criteri del PIL (Prodotto Interno Lordo) di ogni stato, l’apertura dei mercati finanziari, la “liberalizzazione” del lavoro, etc.. Il risultato è che i paesi che erano ricchi (anche noi) ora sono ancora più ricchi e i paesi poveri sono sempre più poveri. E al loro interno sono tutti più diseguali. Proporzionalmente alla povertà è cresciuta la violenza, che sta soffocando sempre più questi paesi. Anche in Argentina, per esempio, dopo il brusco calo dell’economia del 2001 c’è stata un’impennata di violenza urbana, ma negli altri stati è peggio.
E, per finire, le regole del F.M.I. indovinate dove son state scritte? A Washington! Ma perché si arriva sempre lì???

Per rimanere in tema, un giorno ho trovato in ostello un depliant di un’associazione di volontari che, dietro pagamento di un’offerta fissa, accompagnavano all’interno di una “villa miseria” (la favela argentina) per vedere come vive l’altra faccia dell’Argentina, mangiare con quella gente e partecipare alle attività educative dell’associazione che consistevano in una sorta di doposcuola dove i bambini del quartiere potevano approfondire le materie in cui non andavano bene a scuola (con classi di 30/40 alunni gli insegnanti non li possono seguire bene) ed anche non rimanere in giro per quelle strade molto pericolose. Prima di entrare nella “Villa miseria” mi fanno firmare una dichiarazione con la quale esonero l’associazione da qualsiasi cosa mi succeda all’interno. Incoraggiante!
E’ stata invece una giornata interessantissima, che ho poi proseguito per altri 2 giorni, l’ultimo dei quali ci sono arrivato da solo, senza “scorta”. Ricordo anni fa quando, in Brasile, le favelas mi incuriosirono ma i brasiliani mi sconsigliarono sempre di andarci.

I bambini erano tutti interessantissimi alle attività, segno che se hanno i mezzi rinunciano volentieri alla strada. A volte è stato difficile anche per me aiutarli (per esempio nelle regole grammaticali spagnole), ma la conoscenza della lingua parlata ha facilitato molto l’integrazione con loro. E così alla fine dei 3 giorni mi hanno lasciato un biglietto con i saluti di tutti!

biglietto bambini villa miseria

Se venite a Buenos Aires contattate Valeria al www.voluntarioglobal.com.ar , è un’associazione che merita veramente.
Aneddoto: mentre ero a tavola nel cuore della villa miseria, la tv passa le immagini di una manifestazione del giorno prima davanti al parlamento, che casualmente avevo incontrato anch’io. Circa 5000 “gordos” (obesi) chiedevano al Governo a gran voce (e tamburi, come si usa qui nelle manifestazioni) una legge che considerasse l’obesità una malattia, e quindi avere diritto a cure mediche gratuite. Ma come si fa, in Argentina? Avranno forse ragione, ma non qui, dove c’è chi non ha né da mangiare né di che curarsi. Io gli avrei proposto, per curarsi, un bello scambio-casa con una di queste baracche. Un mese gratis, e l’obesità diminuirebbe rapidamente! 😀

Altre mete…. (continua)

13 comments to (Buenos Aires/2) America Latina

  • Ali3n0

    Grande Pedro, si legge tutto d’un fiato ciò che scrivi, ottima prosa 😛
    Che dire… a leggere di chi è via da un lato è consolante, ma dall’altro mi fa pensare a quanto tempo mi manca ancora per partire… e devo ancora dirlo a mia nonnaaaaa! 😀
    Ottima scelta anche quella di dare un occhio realmente alle villaMiseria o Favelas che sia, davvero “didattico”, e immagino che quelle firme sul foglio saranno un gran ben ricordo negli anni a venire ehehe
    Ah, anche qui ci son le nostre manifestazioni: contro le tasse, e migliaia e migliaia di persone in piazza…:-O
    Proprio un altro mondo…
    Buona continuazione!

  • Grazie Ali3n0! (Ma qual’e’ il tuo nome?)
    Non ti preoccupare per tua nonna, capira’ (anche io ho avuto un problema simile).
    E quel foglio… e’ ben custodito! : - )
    Ciao!

  • carmmela

    ciao Pedro, meglio tardi che mai!!finalmente ho visitato il tuo sito.Attento allo pacco.Buon viaggio, a presto.

  • Ali3n0

    Eh la nonna….. la sto preparando passo passo, sarà più avventuroso per lei che per me eheheh
    Mi chiamo Alexander Fortin, c’è in alto nella mia Homepage 😛

  • Grande Pedro!!
    Continua così,
    io intanto ti faccio pubblicità nel mio sito!
    Hasta pronto
    abrazos
    michele

  • Ciao Miguel, ho visto la tua homepage! Grazie, ciao!

  • Grandissimo Pietro !
    Ho letto che dopo aver visitato le cascate di Igua

  • Ciao Benedetto!
    Sono arrivato stamattina qui a Curitiba, un altro brusco salto di temperatura. Dai 41 di Foz ai 20 di questa fresca citta

  • Andrea

    Molto bella anche questa seconda puntata. Non credevo che l’Argentina fosse così economica… interessante. Molto bello il racconto della visita a “Villa Miseria”… davvero una bella esperienza. L’invidia cresce : - )

  • Anonimo

    Ciao Piè! come al solito, non puoi che farmi invidia! leggere i tuoi racconti è un piacere, la scrittura è scorrevole…volevo solo salutarti e invece è quasi 1/h che leggo le tue avventure!
    il 21 parto anch’io – vado a Cuba – havana- giusto per poco, per ossigenarmi il cervello dallo stress ufficio, vedere la situazione e rientrare- ti auguro buon proseguimento… baci Cinzia e Luisa

  • Ciao Andrea, grazie (non ho capito se sei uno degli Andrea che conosco…).

    Ciao Cinzia & Luisa! Bravissime, son contento che usciate di nuovo alla ricerca di nuovi mondi. Baci!

  • Anonimo

    Ciao Pime,
    sono Andrea-Wyvern di IHV : - )

    Andrea

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