Mag192007

(BOM JARDIM) Il convento

L’imprevista lunga sosta a Sao Luis, oltre la lunga di Salvador, mi costringono a rivedere l’abbozzato programma di viaggio. Avevo sì previsto, prima di partire, di fare cambiamenti nel corso del viaggio, ma devo dire che ora devo tagliare un bel po’. E quindi via Bolivia, ci andrò un’altra volta, via saltino in Colombia a trovare amici, via sosta di 2-3 giorni in Cile per stare con altri amici, via tappa qui vicina di Cururupù (località di mare che mi attirava per il nome curioso che aveva), e anche Cuba sta rischiando. Muovo così le pedine del mio personale mappamondo come se giocassi a Risiko, d’altronde l’importante non è la destinazione ma il viaggio in se stesso e tutto quello che c’è intorno.

Dopo S.Luis ripasso per un solo giorno a Peritorò per distribuire foto che ho fatto sviluppare in città, visto che nel paesino non c’era neanche uno studio fotografico. Foto fatte alla famiglia che ho visitato e ad altre persone che poi mi avevano chiesto se potevano averne una copia. Tutti felicissimi di vedersi stampati su carta, soprattutto i bambini che, appena gira la voce che sono ritornato, accorrono da ogni parte per salutarmi e per vedersi in foto.

Tappa successiva a Bom Jardim, piccolo paesino analogo a Peritorò. Tanto piccolo che l’autista dell’autobus si dimentica di fermarsi, e quando glielo ricordo non può fare altro che farmi scendere lì dove siamo, in piena campagna. A Rio non avrei mai accettato, ma qui è più tranquillo. Mi tocca così farmi 2 km a piedi sotto il sole prima di raggiungere le prime case. E il sole, e soprattutto l’umidità, sono forti. Man mano che mi sto avvicinando all’equatore il clima sta diventando sempre più torrido, uff!
A Bom Jardim si trova un altro centro di assistenza per bambini poveri, gestito dalla stessa associazione di Peritorò. Visto che si trovava lungo la strada per Belem, dove vado fra qualche giorno, faccio una sosta qui su richiesta, via e-mail, di un’altra mia collega di lavoro. Insomma, qui si fanno le tappe a richiesta ora. Qualcuno vuole che passi da qualche altra parte? Avete un lontano parente in Australia che non avete mai visto e volete un servizio fotografico sulla sua famiglia? Scrivete pure e aggiungo la tappa al mio giro del mondo. Prezzi modici! 🙂

A Bom Jardim mi reco dalle suore che gestiscono il centro (una è italiana, e per di più sarda), le quali molto gentilmente mi ospitano a “casa” loro. Scrivo “casa” fra virgolette perché quella che credevo fosse una loro casa privata, l’ultimo giorno scopro si tratta di un vero e proprio convento, con tanto di cappella, fra le risate delle 4 suore e delle 5 simpaticissime “postulanti” che vi abitano. E così, per la prima volta, ho dormito in un convento! Devo dire che è stata un’esperienza più che piacevole, sia per l’estrema gentilezza di tutte che per il fatto che, dopotutto, ero in una casa con nove donne e quindi ero un po’ al centro dell’attenzione. Oltre le 4 suore c’erano 5 “postulanti” (non so se in italiano si chiamano allo stesso modo), cioè il grado prima di novizia, ragazze sui 20-22 anni che dovevano passare lì dentro un paio di anni prima di prendere i voti.
La prima sera a cena con noi c’è anche il giudice del distretto, unico magistrato per 50.000 abitanti, che infatti dopo cena corre di nuovo in ufficio a lavorare. E dopo, film in DVD. Titolo: Uma novizia rebelde (una novizia ribelle). Bè, non potevo aspettarmi altro!

I due giorni successivi li dedico alla visita al centro, analogo a quello di Peritorò ma un po’ più grande. Qui infatti vengono accolti 230 bambini, sempre divisi in due turni. Anche qui ci sono le aule di sostegno (4), di cucito, informatica, la palestra e l’orto, oltre a cucina (1 pasto al giorno per tutti), refettorio e chiesa. Anche qui accoglimento festoso dei bambini, che l’ultimo giorno arrivano addirittura a chiedermi l’autografo! Bè, per un giorno sono stato una star!

I fondi per il sostentamento di questo centro vengono in gran parte da donazioni italiane (di privati, in prevalenza sardi) ma qui, a differenza di Peritorò, le suore son riuscite ad avere un aiuto anche dal Comune, che ha incluso questo centro (considerato in Brasile “scuola privata”) nell’elenco delle scuole pubbliche cittadine da sovvenzionare.
E 230 bambini messi insieme mangiano un sacco di roba! Un giorno arrivano 40 kg di carne bovina, e la cuoca mi spiega che bastano solo per un giorno (carne servita poi a pezzi in mezzo al riso bianco e fagioli). E poi le spese per gli insegnanti, il materiale scolastico, luce, pulizie, etc. E quindi anche qui ora scatta l’annuncio! Chi volesse inviare aiuti per i bambini di Bom Jardim, clicchi qui sotto sul sito dell’Associazione che lo gestisce

www.operazioneafrica.it

Bom Jardim

Due giorni di sosta qui e poi riparto, lasciando un po’ a malincuore il convento dove mi son trovato veramente bene. Mi sarei fermato volentieri qualche altro giorno, ma ormai è troppo tardi e c’è già una vicina che mi aspetta per accompagnarmi alla stazione, distante una ventina di km. Saluto così Adelia, la madre superiora, Antonietta, la suora italiana, Deuseni, la suora che mi portava in giro in moto, Marinalva, che in convento ogni tanto si toglieva l’abito da suora e usava vestiti normali (non raccontatelo in giro però, non si può fare) e le cinque postulanti Ioneide, Francisca, Selma, Vanessa e Patricia. Chissà se riuscirò a ripassare qui. Se però ritorno in Maranhao, la tappa a Bom Jardim, in convento, è d’obbligo!
🙂

Ed ecco le foto di Bom Jardim (38)!

FOTO BOM JARDIM

 

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